mercoledì 7 dicembre 2016

TRANSFUSIONI di Luca Maria Patella/Federica Di Carlo e Marco Palladini

Il link per leggere, vedere e ascoltare l' omaggio a Filiberto Menna di Luca Maria Patella/Federica Di Carlo e Marco Palladini (a cura di Anna D'Elia), da Malacoda - webzine di lotta.

>  http://www.malacoda.eu/2016/11/27/transfusionidi-marco-palladini/


 

sabato 22 ottobre 2016

LE QUATTRO VITTORIE DI AVAAZ

"Avaaz continua ad essere una grande fonte di speranza: ci sono state 4 bellissime vittorie solo nelle ultime settimane!"

 L’accordo globale per proteggere il 30% degli oceani!

 grazie a un milione di sostenitori, il sostegno a Palau e il dialogo con molti paesi AVAAZ si è imposta nelle trattative contro l'opposizione guidata dal Giappone conquistando  l'89% dei voti a favore! 

La fine del re della corruzione in Brasile

il Presidente della Camera dei Deputati Eduardo Cunha è stato costretto a dimettersi, poi gli hanno vietato di candidarsi per otto anni, e alla fine è stato arrestato! Sebbene super potente, grazie a 1 milione e 300 mila sostenitori, AVAAZ ha chiesto che il Comitato Etico nazionale votasse le sue dimissioni. E quando i suoi alleati hanno minacciato di bloccare il voto, hanno portato la loro petizione direttamente alla Camera, tempestando gli indecisi di telefonate e messaggi, anche sui social network, e raggiungendo così la vittoria.

Come abbiamo creato la più grande area protetta sulla Terra di sempre

 Un milione di Avaazianii ha firmato una petizione e in migliaia hanno inviato messaggi in sostegno del progetto del Presidente Obama di creare una riserva marina *gigante* alle Hawaii,. Per influenzare ancora di più la sua decisione, in molti si sono presentati alle riunioni chiave, organizzato insieme a dei bambini delle colorate manifestazioni di protesta che hanno attirato la stampa, e hanno lavorato per rimuovere gli ostacoli sul cammino di Obama. Pochi giorni dopo, il presidente USA ha firmato e creato la riserva. 

Adiós, Monsanto!

"La Monsanto si era assicurata i permessi per costruire un'enorme fabbrica in Argentina, ma le comunità locali hanno deciso di opporsi, così abbiamo unito le forze. Assieme, siamo andati porta a porta, abbiamo dimostrato con dei sondaggi l'altissima ostilità al progetto, contribuito a eleggere un consiglio comunale contrario, affrontato Monsanto in tribunale, e amplificato il movimento locale tramite un milione di voci in tutto il mondo. E alla fine Monsanto è stata costretta ad abbandonare il progetto. "

venerdì 7 ottobre 2016

EMILIO SMUNTI, on the road again!

Stay alert! Ecco di Emilio Smunti, flaneur e osservatore di realtà liminali, due nuove poesie:


CROLLO DI IMPERO

Sopravvissuti
                               -quasi-
intatti alla notte
le occhiaie di nero
sentirsi davvero
da crollo di impero:
l’acre nell’aria a occludere crudele
le vie respiratorie
diaframma freddato
le fiamme a fanfara procedere ostinate
divampate impietose d’ogni punto cardinale
il tremare a tradimento della terra
la ferita roboante a sventrare fondamenta
lo sgomento delle viscere in fermento del suolo
e le armate dei barbari a corrompere il confine
lo spurgo straniero a singhiozzo d’eterna terza guerra mondiale
li vedi rincasare
ultima corsa unica donna
bianca
nella calca meticcia direzione riposo Prenestina
la circolare carica di rughe stanche fibre spossate tessuti neurali svuotati

di fine giornata lavorativa.

E. S. (2016)


CONSOLARE                                                              
         
Camminare per ore di via consolare
TUA             quotidiana consolazione
propulsivo procedere in preghiera
muso a terra mente attiva
di arterie a raggiera
stanotte Prenestina
9 km di Nomentana la tua mattina
sempre dritto di strada maestra
non puoi sbagliare
onorare
ogni crepa più lurida del terreno che senti di amare
imbruttire a brandelli ogni sguardo che intercetti
per errore
polpaccio tallone la leva vitale
la frequenza cardiaca che sale
il calore cinetico tuo unico abbraccio
Procrastinare
la prospettiva atroce minacciosa


di rincasare.

E.S. (2016)

venerdì 30 settembre 2016

I VICERÉ di Federico De Roberto

I VICERÉ ( 1894)

Quel “piacere artistico tra le scapole” di cui parla Nabokov  a proposito di  Casa Desolata di Ch.Dickens, nelle sue Lezioni di letteratura[1], l’ho provato qualche tempo fa leggendo I Viceré di De Roberto(1861-1926). Ho sentito quel fremito lì dietro, in alto sulla schiena. Chiaro e ineludibile. Tanto che, quando ho finito il libro, ne ho provato una sorta di dolore, di sofferenza da astinenza che non mi permetteva di leggere altro. Avevo divorato tutte quelle pagine, come ai tempi delle letture bulimiche adolescenziali. Proprio io che non amo i romanzoni. Eppure l’avevo cominciato quasi per dovere, certa di trovarmi davanti a qualcosa di vecchiotto, un soprammobile di famiglia tenuto in salotto, bello ma importante soprattutto per parlarci sopra, e d’altro. E mentre lo leggevo mi chiedevo quali dovevano essere state le letture del giovane De Roberto traduttore infaticabile dal francese e più tardi bibliotecario a Catania, dopo la delusione  per la tiepida accoglienza dei suoi scritti  e dopo il ritorno a casa accanto alla vecchia madre che accudirà fino alla fine. In quei momenti di solitudine, con tutti quei libri intorno a sé, quali erano le pagine che l’avevano colpito di più e sulle quali tornava più spesso? Gli indimenticabili personaggi de I Vicerè - un nodo ripugnante di personaggi in cui neanche i puri o gli idealisti si salvano- sembrano echeggiare molti vecchi amici di letteratura. Penso al Babbeo, un condensato di Bouvard&Pecuchet estremista; all’infelice contessa Matilde che ricorda le atmosfere di Una vita di Maupassant; a don Eugenio Uzeda dalla lingua più che infiorettata e parente povero alla maniera del dickensiano Twemlow de Il nostro comune amico, ma decisamente meno mite; a donna Ferdinanda balzacchiana  e alle sue maligne storpiature posh dei cognomi dei borghesucci o dei nobili meno nobili degli Uzeda con cui entra sdegnosamente in contatto (ancora Dickens e le variazioni irriverenti del cognome Boffin da parte della sorella minore di Bella nel romanzo appena citato); a don Blasco e al fratello domenicano (Stendhal?); o al sapore shakespeariano della presunta uccisione della prima moglie da parte del principe suo marito, divenuta certezza nel figlio Consalvo – un Amleto falsamente “rottamatore” e corrotto come tutti quelli che lo hanno preceduto. E il gioco potrebbe continuare.


 I Viceré, Federico De Roberto, 1990 Giulio Einaudi, Torino
Scritti introd. di Luigi Baldacci e Leonardo Sciascia
Ebook ISBN 9788858418192


(isabnic 2016)


[1] V.Nabokov, Lezioni di letteratura, a cura di Fredson Bowers, trad.di Ettore capriolo, Garzanti, Milano 1982.

lunedì 19 settembre 2016

ED ATKINS O LA SOLITUDINE AL TEMPO DEL WEB





Ed Atkins, Ribbons

vi consiglio di vedere anche "Death Mask", sempre di Ed Atkins(1982), videoartista o scrittore visivo?
Dal 27 settembre al 29 gennaio in mostra -a cura di Mariana Vecellio- al Castello di Rivoli, Torino.
Un motivo in più per andare a Torino :-)

martedì 13 settembre 2016

BAHAREH HA LASCIATO IL CARCERE!

Amin Ahmadian and United for Iran just posted an update on the petition you signed, My Wife is Imprisoned in Iran - Demand Her Release.

Bahareh was just released from prison!

Sep 09, 2016 —
I have great news to share with you: Bahareh Hedayat was released from prison in Iran this past weekend. Above is a photo we just received of Bahareh after her release.
Your letters of support inspired Bahareh to persevere through long days and months in prison. And your signatures - over 130,000 in all - focused the world’s attention on the Iranian government’s treatment of Bahareh and hundreds more political prisoners.
Bahareh was imprisoned for nothing more than peaceful activism for the rights of students and women. She was arrested the day before her wedding in 2008. While in prison in 2011, she was given an extra six months for writing a letter about the conditions of other student activists.
Hundreds more political prisoners in Iran have similar stories. Our Iran Prison Atlas tells Bahareh’s story and documents the cases of nearly 1,000 prisoners: https://ipa.united4iran.org/en/prisoner/811/. We must all help shine a light on these cases and remind the Iranian government that the world is watching.
Will you spread the word about Bahareh’s release? Please take a moment to visit us on Facebook (follow us in English:https://www.facebook.com/United4IranFB or Farsi:https://www.facebook.com/EtehadBarayeIran) and share the good news.
Thank you for supporting Bahareh. With your help, we will keep fighting for the humane and just treatment of all Iranian prisoners and improving the civil rights of every Iranian.
In Solidarity, 
Firuzeh Mahmoudi 
Director 
United for Iran

venerdì 9 settembre 2016

GIORNATE DELLA CULTURA EBRAICA a Roma, 17-18 settembre 2016


La Comunità Ebraica di Roma  festeggia la cultura ebraica in sinergia con la Federazione Unitaria Italiana Scrittori

Si svolgeranno presso il Palazzo della Cultura (Via del Portico d’Ottavia, 71) nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 settembre le attività organizzate per le celebrazioni della giornata.
Il programma è ricco di eventi ed attività. La FUIS, in nome del melting pot culturale che da sempre promuove, è lieta di invitare gli Scrittori e gli Autori italiani che siano interessati a partecipare agli eventi pensati per le due giornate.

Su nostra indicazione, un Autore italiano parteciperà alle celebrazioni in rappresentanza degli Scrittori italiani. È Sabino Caronia, critico letterario e scrittore, che vanta la pubblicazione di diverse raccolte di saggi novecenteschi, romanzi e raccolte di poesie, oltre alla collaborazione con diverse riviste e giornali. L’Autore ha inoltre lavorato presso la cattedra di Letteratura dell’Università di Perugia e in quella di Letterature Comparate dell’Università di Tor Vergata.

La FUIS intende introdurre il tema del Giudaico romanesco nel contesto della storia della lingua italiana. Una delle aspirazioni della FUIS sarebbe inoltre quella di promuovere un testo di un autore israeliano tradotto in lingua italiana.
 

IL PROGRAMMA

Sabato 17 Settembre

PALAZZO DELLA CULTURA

Via del Portico d’Ottavia, 71

Ore 21.00
Il linguaggio scientifico e il linguaggio poetico nel Talmud e nella Cabbalá con Prof. Giulio Busi e Rav Riccardo Di Segni
Modera: Prof.ssa Clelia Piperno
Ore 22.00
LINGUA MADRE
La musica ebraica fra lingue e culture diverse
Concerto spettacolo di Eyal Lerner
Proiezione delle micrografie del Codice di Barcellona (1325) di recente restaurato dall’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma
In collaborazione con Instituto Cervantes, Ufficio Culturale Ambasciata di Israele – Roma e Delet

LIBRERIA KIRYAT SEFER
Via del Tempio, 2

Ore 21.00 – 23.00
Apertura della libreria ebraica

Domenica 18 settembre
MUSEO EBRAICO DI ROMA
Via Catalana/Largo XVI ottobre

Visite guidate gratuite in italiano e in inglese al Museo, al Tempio Maggiore e al Tempio Spagnolo

Apertura Museo: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.15)
Apertura Tempio Maggiore: 10.00 – 15.00 (ultima visita guidata ore 14.30 in italiano e in inglese)
Apertura Tempio Spagnolo: 15.00 – 18.00 (ultima visita guidata alle 17.30 in italiano e in inglese)

ASSOCIAZIONE CULTURALE LE CINQUE SCOLE

Ore 10.00 – 18.00
Visite guidate in italiano e in inglese nell’area dell’ex Ghetto e di Trastevere (info presso Museo Ebraico di Roma)


TEMPIO DEI GIOVANI PANZIERI-FATUCCI
Piazza S. Bartolomeo all’Isola, 24

Ore 10.00 – 13.30
Visite guidate al Tempio dei Giovani
A cura del Benè Berith

SINAGOGA DI OSTIA ANTICA

Ore 12.30
Visita guidata alla Sinagoga di Ostia Anticacon Giacomo Moscati
Appuntamento davanti al cancello adiacente agli scavi (Via Guido Calza)
Per partecipare è richiesta la prenotazione obbligatoria al 324 6267350 entro domenica 11 settembre, indicando se si intende usufruire del servizio di pulmino (a pagamento) con partenza dal Tempio Maggiore (Lungotevere Cenci) alle ore 11.15

LIBRERIA KIRYAT SEFER
Via del Tempio, 2

Ore 10.00 – 22.00
Apertura della libreria ebraica

PALAZZO DELLA CULTURA
Via del Portico d’Ottavia, 71
Ore 10.00
La vita sotterranea della parola ebraica con Hora Aboaf
Ore 11.00
Come si studia una pagina di Talmud con Benedetto Carucci Viterbi
Ore 10.00 – 12.00
HAVIU ET HAYOM
Babele in Rime
Diffusione e distribuzione di testi di “poesia ebraica” (ebraico, giudaico-romanesco, yiddish, aramaico e ladino)

GALLERIA ANNA MARRA CONTEMPORANEA
Via Sant’Angelo in Pescheria, 32

Ore 12.00
IL RILIEVO DELLE PAROLE inaugurazione mostra di Irma Alonzo ed Ariela Bhom
La mostra rimarrà aperta fino al 25 settembre 2016

MUSEO EBRAICO DI ROMA

Ore 12.30
Inaugurazione mostra LIBRO APERTO. OPERE DI PAOLA LEVI MONTALCINI in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (dal 18 settembre al 31 ottobre)

GALLERIA SIMONE ALEANDRI
Piazza Costaguti, 12

Ore 13.00
Fuoco nero su fuoco bianco presentazione del libro di xilografie di Francesco Parisi
Dialogo tra l’autore e Georges de Canino

PALAZZO DELLA CULTURA
Via del Portico d’Ottavia, 71
Ore 17.30
LA FORMA DELLE PAROLE
Libri di letteratura israeliana rivisitati da artisti italiani, un progetto per IIFCA con David Palterer ideatore del progetto, Marco Tonelli e Alfredo Pirri
In collaborazione con la Fondazione Italia-Israele per la cultura e le arti, con la Comunità Ebraica di Mantova e con il Politecnico Milano 1863, Polo Territoriale di Mantova
Ore 17.30 – 19.00
HAVIU ET HAYOM
Babele in Rime
Diffusione e distribuzione di testi di “poesia ebraica” (ebraico, giudaico-romanesco, yiddish, aramaico e ladino)
Ore 19.00
IL GIUDAICO ROMANESCO: passato, presente e futuro di una antica “lingua”con Sabino Caronia, Simona Foà, Micaela Procaccia e Nicoletta Valente
Esposizione dei pannelli della mostra “È tutta ‘na commedia” a cura di Memoria srl
In collaborazione con ADEI WIZO, Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS) e Centro Romano di Studi sull’Ebraismo (CERSE)
Ore 20.30
Ce veniti a’ recita?
Spettacolo in giudaico romanesco con la Compagnia teatrale “Quasi stabile” di Alberto Pavoncello, la compagnia “Quelli del Giudaico – Romanesco” e Daniele Volterra. In collaborazione con ADEI WIZO

Per informazioni: Centro di Cultura ebraica 065897589 – centrocultura@romaebraica.it

mercoledì 7 settembre 2016

"RIPENSARE STENDHAL" a Roma, 16 giugno 2016 - di gogo


RIPENSARE STENDHAL,

o la bulimia dell'artista.



Ne scrivo con grande ritardo, ma quest' estate è stata strana. Sembrava non arrivare mai e poi, improvvisamente, pareva che fosse già passata, per ricominciare dopo un po' di giorni più accanita che mai. Succede allora, quand’è così, che la testa, il corpo si illanguidiscono e non riescono a star dietro a niente. Rischi di dimenticare ogni cosa il giorno dopo. Anche le cose belle.
L'incontro "Ripensare Stendhal", presso la meravigliosa biblioteca della Fondazione Primoli, in via Zanardelli e con affaccio sul Tevere, è stata una di quelle. L'occasione era la presentazione, di Journaux et Papiers di Stendhal, a cura di Marie-Rose Corredor, Cécile Meynard e Hélène de Jacquelot, e Idées Italiennes sur quelques tableaux cèlébres, di Abraham Constantin/Stendhal, a cura di Sandra Teroni e Hèléne de Jacquelot. Vale a dire, soltanto una parte  dei documenti stendhaliani posseduti dalla Bibliothèque Municipale di Grenoble (BMG), e una delle tappe della paziente ricerca iniziata negli anni novanta all'interno di un progetto di trascrizione  di tutti i manoscritti stendhaliani, in collaborazione con l’Università di Grenoble. Grazie a quel progetto e al programma di digitalizzazione dei documenti, conclusosi nel 2009, si è  poi creata una piattaforma per la consultazione pubblica dei materiali, tuttora in via di ampliamento (www.manuscrits-de-stendhal.org).
 La mole dei manoscritti di Stendhal è enorme e preziosa anche per la varietà dei testi che vanno, come ha raccontato Francesco Spandri, relatore all’incontro,  “dalle grandi opere postume ai meno prestigiosi ma pur sempre rilevantissimi agglomerati di scritture eterogenee”. Quest’ ampiezza di materiali a disposizione, questi  “inusitati documenti in parte diaristici e in parte sfuggenti e poco classificabili”, “che gettano […] un’inedita luce sulla genesi di un’opera e di una soggettività letteraria”, permetterà di elaborare una riflessione consapevole in vista di una futura edizione critica a stampa di Stendhal. E i Journaux et Papiers  sono un unicum, secondo Genette, proprio nell’essere così eterogenei.
Stendhal, scrittore bulimico per de Jacquelot, scriveva appunti, idee, progetti su tutto, su qualsiasi spazio bianco a disposizione, così che i Diari, i Pensieri o i tanti documenti dai mille titoli, fondamentalmente sono simili nella loro diversità. Merita sicuramente una visita il sito www.manuscrits-de-stendhal.org e viaggiare tra le sue tante pagine sarà un’esperienza davvero nuova.
 Dopo il 2021 saranno pubblicati altri tre volumi. Materiale dunque quasi infinito, anche se alcuni appunti sono andati perduti.[1] L’enorme mole di abbozzi, inventari, frammenti e annotazioni che compongono i manoscritti non offre la felice spontaneità dei suoi romanzi, ovvero “l’informe non diviene arte” - secondo Francesco Spandri che  nota la non facile leggibilità dei testi dei Journaux et Papiers, sebbene le curatrici abbiano offerto una Presentazione articolata, una Nota sul testo, presentazioni a ciascuna delle tre parti,  oltre a numerose note esplicative e informative, e, infine, gli indici. Viene sottolineato, inoltre, l'enorme lavoro di traduzione di tutto il materiale, traduzione per scelta fedele e senza abbellimenti[2].
Insomma, un corposo volume di quasi settecento pagine d’interesse e di importanza indiscutibile. Perché in questi appunti ci sono lavori e pensieri non destinati alla pubblicazione ma che ci aiutano a scoprire uno Stendhal come di un tutto da prendere in blocco, senza distinzioni (Genette).Dunque, i Journaux et Papiers sono preziosi e rivoluzionari: ciò che conta è la scoperta di un nuovo potenziale di conoscenza attraverso i pensieri, i marginalia, le annotazioni disseminate ovunque, oltre ai diari, e perfino agli appunti di Stendhal adolescente a scuola da lui stesso conservati.
Le prime parole del diario di Henry Beyle (Stendhal) sono una dichiarazione d’intenti: scrivere liberamente, senza badare alla forma. In realtà, come ha chiarito de Jacquelot, questo era piuttosto un atteggiamento e Stendhal spesso copiava in bella i suoi scritti più volte. La riscrittura pare essere, infatti, un metodo piuttosto abituale per Stendhal e assai simile, nella sua ripetitività, al modo di godimento delle opere d’arte consigliato e adottato dallo stesso autore. Di questo ultimo aspetto ha parlato il poeta e francesista Valerio Magrelli, presente all’incontro, presentando le  Idées italiennes, scritte da Stendhal in collaborazione con l’amico artista Abraham Constantin.
  Le  Idées italiennes sur quelques tableaux célèbres, una specie di breve storia della Pittura italiana e un racconto di passeggiate ‘artistiche’ romane,  furono pubblicate a Firenze nel 1840 con il solo nome di Constantin in copertina, ma comparvero poi su molte edizioni delle opere complete di Stendhal senza il nome dell’artista amico. Questa nuova edizione, grazie ai documenti conservati nella Biblioteca di Grenoble, agli archivi Vieusseux di Firenze  e ad altri materiali inediti del Fonds Constantin de la Bibliothèque de Genève, ci offre anche le fasi di realizzazione del manoscritto originario ( correzioni[3], aggiunte, alleggerimenti, riformulazioni, talvolta censure, etc ) fino alla correzione delle bozze[4]. Da cui si capisce che il libro fu costruito in fasi di successivi montaggi. Tutto ad opera di Stendhal, che  esprime liberamente le sue idee su Roma, sulla pittura italiana e sulla necessità per turisti e visitatori stranieri di seguire un metodo di educazione visiva.
 Su cosa si basa il modo stendhaliano di godere delle opere d’arte? Ripetizione, ovvero rivedere la stessa opera più volte, e durata del tempo di contemplazione dell’opera. Pare che Stendhal confessi di aver visitato la Galleria Doria Pamphili almeno duemila volte, e perché l’arte del vedere possa svilupparsi nei lettori  delle Idées italiennes sur quelques tableaux célèbres accanto ad ogni opera descritta[5] consiglia la durata ottimale di visione.  Il giudizio estetico è una facoltà che non si può insegnare, ma migliorare secondo Stendhal attraverso il godimento di molti esempi secondo la tempistica e le modalità suggerite dall’Autore stesso[6].
Buon Stendhal!
(Gogo 2016) 




[1] Durante la permanenza a Milano, lo scrittore cominciò a temere di essere accusato di Carboneria e, lasciata la città, iniziò a scrivere le sue annotazioni non più sui Journaux ma sui libri. Al margine delle pagine .
[2]  Per esempio: sono state corrette le maiuscole dopo il punto e fatte altre piccole ripuliture richieste dagli editori. (H. de Jacquelot)
[3] Il francese di Constantin presentava errori e imperfezioni. (S.Teroni)
[4] Le indicazioni al tipografo formano un faldone di 462 fogli scritti a mano.(S.Teroni)
[5][5] La narrazione dell’opera è utile per entrare in contatto con l’opera e Stendhal aggiunge anche dei commenti ‘birichini’ alle sue. (S.Teroni)
[6] e.g prima della Pittura abituarsi a ‘vedere’ gli affreschi, visitando dapprima il Vaticano, poi le gallerie, i palazzi e infine le chiese; scegliere le opere e confrontarle; operare un’osservazione prolungata e ravvicinata, tipica del copista; etc.(S.Teroni)


sabato 13 agosto 2016

SDRAIARSI SFRANTO D' AGOSTO di Emilio Smunti (2016)



Sdraiarsi sfranto d'agosto


Sdraiarsi
a inalare d’idrocarburi l’aria densa solare di terrazzo condominiale
dominare
dall’alto superfici sconfinate di spazio cittadino svuotato d’estate
contemplare
tra canne fumarie
il grigio a regresso infinito di saracinesca stanca serrata
allinearsi eterno d’alluminio
il blu reiterato a esercito dei parcheggi desolati sotto casa
desiderare d’essere soli
distinguere di sguardo a perdifiato fino al limine distante dei Castelli
fino alle sagome di San Giovanni
ricordare luoghi altri talvolta disposti agli antipodi del mondo
odiare di dolce sentirsi avvinghiati
 cullati a cantilena tra i cassoni dell’acqua
gli escrementi secchi di cornacchia i residui luridi evidenti di vento
il ronzio ipnotico di condizionatore
percepirsi eroe sfranto da memorie militanti
consci lasciarsi ingannare dal prisma iridescente d’idioma di madre
sperare soltanto che il mese non passi
che il minutaggio spietato sia clemente

attendere sonnolenti spazio-tempo sospeso

le armate roboanti di settembre.


Emilio Smunti,2016

venerdì 12 agosto 2016

FIRMATE LA PETIZIONE!

Ancora per l'Iran da Change.org da parte di Luigi Manconi:

Il blogger iraniano Yashar Parsa, al secolo Mehdi Khosravi, attivista per i diritti umani, è in Italia. Il tribunale di Teheran ha emesso contro di lui un mandato di cattura internazionale per corruzione, e adesso ne chiede l’estradizione. Luigi Manconi chiede al ministro Andrea Orlando di respingere la richiesta.  

Respingete la richiesta di estradizione per Khosravi Mehdi @andreaorlandosp

Luigi Manconi 
Italy
Mehdi Khosravi, in arte Yashar Parsa, arrestato, ai fini dell'estradizione, domenica scorsa a Dorio (provincia di Lecco), sulla base di un mandato di cattura internazionale emesso dal tribunale di Teheran per il reato di “corruzione”, non è un blogger qualsiasi.
Attivista per i diritti umani, Khosravi negli ultimi tre anni è stato Amministratore esecutivo del Consiglio nazionale iraniano per le libere elezioni, presieduto da Reza Ciro Pahlavi, figlio dello Scià costretto ad abdicare all’avvento della rivoluzione khomeinista. Già arrestato durante i moti studenteschi del 1999, rapito e torturato dagli uomini del regime durante la detenzione,Khosravi è riuscito a fuggire dall’Iran e nel 2010 ha ottenuto lo status di rifugiato politico in Gran Bretagna.
Spetta ora all’autorità giudiziaria italiana pronunciarsi sulla richiesta di estradizione delle autorità giudiziarie iraniane.
E spetta al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, assumere decisioni in linea con la tutela dei diritti umani a livello nazionale e sovranazionale.
Chiediamo, dunque, al ministro della Giustizia di disporre, com’è nel suo potere, di non dar seguito alla procedura e di respingere la richiesta iraniana, garantendo libertà e sicurezza in Italia a Khosravi e a quanti si oppongono a un regime autoritario quale quello oggi dominante oggi in Iran.
Grazie!

venerdì 5 agosto 2016

IRAN, GIVE YOUR POLITICAL PRISONERS A REAL OPPORTUNITY TO DEFEND THEMSELVES AND THEIR TRIALS!

United4Iran logo
Dear isabella, 
I am writing to you with a heavy heart. Yesterday, Shahram Ahmadi, a political prisoner whose mother asked you to support his release in 2014, was executed at Rajaie Shahr Prison, in Iran.
Shahram was one of at least 10 political prisoners executed on Tuesday. The names of six others have been confirmed: Kaveh Sharifi, Kaveh Raeisi, Arash Sharifi, Bahman Rahimi, Mokhtar Rahimi, and Khaled Maleki.
Leave a message on their memorial page.
Each person lost yesterday has a heartbreaking tale of injustice. We shared Shahram’s story with you last November:
Imagine you are arrested when you are 20 and you are severely tortured. A few months later, your underage brother Bahram is also arrested and later, executed. When your mother hears the news she has a heart attack. She became paralyzed in one side, and lost her memory. Your brother’s body is never returned to your family. You are now 27 years old and have already spent 6.5 years in prison.
In the last two years you have had only two family visits. You know you will be executed any day.
Now imagine human rights organizations can't affirmatively say that you are innocent because only a court of law can take such a stance.They only highlight that you didn’t have a real opportunity to defend yourself and your trial, which lasted less than 10 minutes, fell way below international standards for a fair tribunal.
This is the tale of Shahram Ahmadi. Since the day he was arrested, he has been telling anyone who listens that he is innocent. He has been campaigning tirelessly for himself and the other Kurds who face execution.
On days like these my colleagues and I feel helpless. For more than two years we have campaigned to save the lives of Shahram and other Kurdish political prisoners on death row.
We will continue to tell their stories. Despite this heartbreaking setback, we know that advocacy works. Political prisoners have told us over and over that raising awareness –– and your actions on their behalf –– works. Prisoners receive better treatment when cases attract attention. Today, the lives of at least 84 political prisoners who have been sentenced to death, hang in the balance. We won’t stop campaigning until they all receive fair trials.
We have set up an online memorial for Shahram and others executed yesterday to honor them and their families. I invite you to leave a message, share a poem, and light a candle. Join the human rights and the Iranian community in mourning these young men.
In grief and in solidarity, 
Mehdi Aminizadeh
Lead Researcher, Iran Prison Atlas

mercoledì 3 agosto 2016

UOMINI E DONNE (ascoltato per strada)

Sono in tre: il venditore di frutta ambulante all'angolo della strada, il fioraio con il suo carrettino lì accanto, e un passante. I tre uomini hanno un'età tra i 40 e i 50 anni. 
La strada è quasi vuota perché è ora di pranzo, e qualche donna con le buste della spesa al fianco si affretta verso casa. Luglio, caldo.

VdF: "Ma che je faccio io a le donne? ( accenna una canzone).  Ce n’ho quattro: una a piazza di Spagna, una qui, una…"
F: " Noo, che non ne ha nessuna!"
P: "Chissà quanto te costeno..."
F: " Meglio quattro trans.  Almeno guadagneno i soldi per te!"

P : "Mejo sì, tanto le donne ormai chi le vede?"

* VdF= venditore di frutta, F= fioraio, P= passante.

giovedì 9 giugno 2016

KIM ADDONIZIO e "la bellezza di/ questo corpo offeso" di isabnic

Kim Addonizio dice nella sua "First Line is the Deepest" : "For I am a poet. And it is my job, my duty / to know wherein lies the beauty / of this degraded body." ("Perchè io sono un poeta. E il mio compito, il mio dovere,/ è scoprire dove si nasconde la bellezza/ di questo corpo offeso e corrotto").




                                      "Cosa vogliono le donne?"   
            
       Voglio un vestito rosso:
       Lo voglio leggero e dozzinale
       lo voglio troppo stretto e indossarlo
       finché qualcuno me lo strappa via.
       Lo voglio smanicato e senza schiena,
       quest'abito che nessuno debba indovinare
       ciò che nasconde. Voglio passare giù                         
       in strada oltre Thrifty e il ferramenta                     
       con quelle chiavi in vetrina scintillanti
       oltre i signori Wong che nel loro caffè                
       vendono ciambelle stantie, oltre i fratelli Guerra
       che scaricano maiali giù dal camion sul carrello
       issando sulle spalle i grugni lucidi.
       Voglio camminare come fossi la sola donna
       sulla terra e potessi avere la mia chance.
       Voglio quel vestito rosso sconveniente.
       Lo voglio per confermare
       i vostri peggiori timori su di me,                  
       per mostrarvi quanto poco m’importa di voi
       o del resto, eccetto quel che voglio.
       Quando lo troverò, toglierò quest’abito
       dalla sua gruccia come se scegliessi un corpo
       che mi trasporti in questo mondo, attraverso
       i vagiti ed i gemiti d’amore,
       e l’indosserò come ossa, come pelle,
       sarà lo stramaledetto vestito
       in cui mi seppelliranno.
                         
                                                                                 Trad. G.Cerrai © 2006                                     
                                                                                         
                                                                                     
 (From Tell Me by Kim Addonizio. Copyright © 2000 by Kim Addonizio. Reprinted by  permission of BOA Editions, Ltd. All rights reserved)

Infine, nella traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan, sempre da Tell me:

"Per te"

Per te mi spoglio fino alla guaina dei nervi.
Mi tolgo i gioielli e li appoggio sul comodino,
mi sgancio le costole, appoggio i polmoni ben stirati su una sedia.
Mi sciolgo come un farmaco nell’acqua, nel vino.
Mi rovescio senza macchiare, me ne vado senza sommuovere l’aria.
Lo faccio per amore. Per amore, scompaio
.


Kim Addonizio (1954), poetessa, performer e scrittrice californiana.
 Tell me (2000) è la sua terza raccolta di poesie, finalista al National Book Award, i testi spesso parlano direttamente al lettore/ascoltatore e narrano di coppie o rapporti tra persone destinati a finire male. Le sue raccolte più recenti sono What Is This Thing Called Love (2004) e Lucifer at the Starlite (2009), considerato da Sean Finney  del San Francisco Magazine, una specie di spettacolo glam-rock molto coinvolgente. Oltre alle poesie è conosciuta per i suoi romanzi Little Beauties(2005), con molte voci narranti, e My Dreams Out in the Street (2007), una triste storia di dipendenza e violenza che si rifà ai suoi primi lavori. In un'intervista di Mag Gabbert (http://thecoachellareview.com/) ha dichiarato che le scrittura è per gli scrittori come un tatuaggio per il corpo: hanno entrambi a che fare con l'identità e mostrano chi sei almeno per un certo periodo di tempo.