giovedì 30 ottobre 2014

SMUNTI E L'AMORE: "A ragionar d'amore..."(2013)

Per gli Smunti-fan in attesa di Status Australi che non pervengono:



A ragionar d'amore
sul 2 notturno
intorno alle 3
(a squarciagola):
-Ma se stavi ancora con Jacopo, non dovevi uscire con Andrea...spezzare il cuore a Jacopo, questo no!
-Ma con Andrea..bè, in amicizia..
-Però c'èra o non c'era un interesse, ammetti?
-Sì, c'era..un po'..e anche Jacopo, mi interessa, mi piace..un po'.
-Un po'?! Ma l'amore è assoluto, integrale, devo insegnarti tutto!
Forte accento pugliese, inconfondibile il vocalismo;
i jeans attillati a strizzare gli stinchi.
L'uno bruno, l'altro biondo.

Se siete dei nostalgici dei cenacoli stilnovisti, lasciate a casa la macchina, prendete il notturno.

mercoledì 29 ottobre 2014

MEDAGLIA A GIUSEPPE, eroe della Costa Concordia

Centomila firmano la petizione su Change.org

ANTONIO NISITA (che ha proposto la Petizione)
Ercolano, Italia
29 ott 2014 — Sono commosso e contento per il traguardo raggiunto.
Centomila persone chiedono che al giovane Giuseppe Girolamo,eroe della nave Concordia,venga conferita la medaglia d'oro al valore civile per il suo atto eroico,immolare la propria vita per salvare un bimbo.
C'è gesto più nobile? Quanti giovani lo avrebbero fatto? Quanti giovani conoscono questa storia bellissima di solidarietà?
Adesso ci fermiamo e vedremo cosa succederà.
Ringraziando di cuore i centomila sostenitori della petizione li stringo forte forte tutti in un abbraccio fraterno comunicando che possono seguire l'esito della petizione anche su TWITTER ANTONIONISITA.
Questa la storia di Giuseppe Girolamo:
Medaglia a Giuseppe, eroe della Costa Concordia
  • A Giorgio Napolitano 
Questa petizione è stata consegnata a:
Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Ministero dell'interno
Angelino Alfano

Medaglia a Giuseppe, eroe della Costa Concordia

    1. ANTONIO NISITA
    2.  
    3. Lanciata da
      Ercolano, Italy
  1.  
  2.     
Giuseppe Girolamo era un trentenne che per vivere della sua passione, aveva accettato di lavorare sulla Costa Concordia come musicista.
Il 13 gennaio 2012 la Costa Concordia finì su uno scoglio mentre si tentava stupidamente di farla passare a poche centinaia di metri dalla riva. La gente a bordo stava cenando. Giuseppe, con la sua band, stava suonando.
Quando fu dato l'ordine di abbandonare la nave, questa ormai si stava piegando su un lato e una parte delle scialuppe non era più utilizzabile. Giuseppe quindi decise di lasciare il suo posto in scialuppa ad un bambino.
Quel giorno non ce l'hanno fatta una trentina di persone, tra le quali Giuseppe Girolamo. Il 22 marzo, due mesi dopo il naufragio, è stato trovato il suo corpo.
Mi chiamo Antonio, ho insegnato per tanti anni ai giovani, sforzandomi di far capire quali sono i valori positivi. Non ce la faccio a vedere Schettino distribuire autografi e fare persino interventi pubblici mentre dello sfortunato ma eroico Giuseppe Girolamo nessuno parla.
Nonostante abbia offerto il massimo esempio di solidarietà, cioè dare la propria vita per salvare un bimbo, Giuseppe è un eroe silente e senza voce.
Quali valori trasmette la nostra società?
Bisogna tornare ad offrire ai giovani esempi di valori positivi quali la solidarietà, l’altruismo, la fraternità tra esseri umani.
Bisogna assegnare la medaglia d'oro al valor civile al musicista della nave Concordia, Giuseppe Girolamo, morto a trent’anni per cedere il suo posto sulla scialuppa ad un bambino.


sabato 25 ottobre 2014

TEST DI LETTURA di Ibis Khan



TEST DI LETTURA di Ibis Khan (2014)

·         Leggete il testo con attenzione (almeno tre volte) e rispondete alle domande che seguono. Le informazioni vanno trovate esclusivamente nel testo.

Una ragazza si aggirava con un materasso sulle spalle. Lo stava trascinando da giorni. Se incontrava qualcuno, lo posava e lì seduti si mettevano a chiacchierare. La notte cercava un posto protetto per metterlo a terra e lì poter dormire. Ancora era caldo, ma come avrebbe fatto quando il vento dell’autunno si fosse volto in tramontana e avrebbe spazzato la città?
In quei giorni nessun bambino nei giardini che cominciavano a ingiallire. Tenuti a casa da madri ansiose e impaurite. Un altro fantasma si aggirava tra loro, più insinuante e sconosciuto. Anche lì, nell’ospedale della città, era arrivato il primo paziente del Male Nero e le sue feci terrorizzavano gli infermieri, i loro parenti, gli amici e gli amici degli amici.
Intanto, qualcuno con l’aria allucinata e l’aspetto nemico, si aggirava brandendo un’arma affilata, altri avevano appena sparato in una scuola. […]

A. Sottolineate la risposta per voi corretta:

1) In quale paese ci troviamo?     ITALIA                       USA                   ALTRO

2) Di quale ospedale si tratta?      OSP.COTUGNO   NY HOSPITAL      ALTRO


B. Rispondete alla domanda:

1) Quale è la marca del materasso della ragazza?  ..............................................................................    


C. Motivate le risposte date in precedenza. (non più di tre righe) 

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venerdì 24 ottobre 2014

STATUS AUSTRALI (estemporaneo) di Smunti l'Espatriato

*** Dopo lungo silenzio, finalmente riceviamo e volentieri pubblichiamo. E' l'assaggio di una prossima serie di STATUS del Nostro? Ce lo auguriamo.
Sopravvivi, Smunti!! Coraggio! Siamo con te.







Raffiche di vento da 50 km/h ad allietare l'intera mattinata, un breve storm distruttivo nel primo pomeriggio, e il soggiorno allagato ad attendere, con corredo di dropping ansiolitico, al rientro a casa, la sera. Ho come il sospetto che questi indici di vivibilità, che recidivamente attribuiscono palme e allori alla città in cui, per oscura trama delle Parche, mi trovo, non annoverino tra le proprie variabili il fattore 'lurido weather'.














(NOTA: l'Autore fa riferimento alla riconferma di "Città più vivibile del mondo" assegnata anche quest'anno alla città australe in cui vive attualmente.)


venerdì 17 ottobre 2014

"MEMORIA VERDE A SAN LORENZO" (Roma): giardini verticali per non dimenticare




GIARDINI VERTICALI 
PER NON DIMENTICARE



 "San Lorenzo ha ancora dei palazzi amputati dai bombardamenti. Pareti verticali cieche, memorie decadenti di una storia che nessuno ricorda. E’ giunto il momento di fare qualcosa, di ricordare, curare e rimarginare quelle ferite."
  L' Associazione La GRU - Germogli di Rinascita Urbana, fondata qualche mese fa da un gruppo di cittadini e genitori che vivono e operano nel quartiere romano di San Lorenzo,chiede il sostegno per la loro idea "Memoria Verde a San Lorenzo". Progettare  dei giardini verticali lungo le 5 pareti vuote di alcuni palazzi colpiti nel bombardamento del 19 luglio 1943 è l'idea -secondo La Gru- che potrebbe valorizzare il loro quartiere.

 "Il progetto vuole rendere le ferite sugli edifici un’occasione per ricordare la  Storia, per abbellire il quartiere, senza costruire, ma lasciando il ‘vuoto’ prodotto dalle bombe riempito di nuova vita attraverso l’uso di vegetazione da fare crescere in verticale sulle pareti rimaste vuote dopo il crollo dei palazzi coinvolgendo, tra gli altri, i condomini e prospettando loro possibili soluzioni vantaggiose che vanno dal miglioramento dell’isolamento termico ai benefici di un impianto fotovoltaico per l’irrigazione."

 Questo e molti altri progetti spontanei stanno facendo di San Lorenzo un quartiere laboratorio per una città a misura di bambino, laddove il bambino è il parametro di riferimento per tutte le categorie di cittadini più deboli che spesso subiscono gli spazi urbani invece di viverli serenamente.

"Memoria Verde a San Lorenzo", sta partecipando in questi mesi ad un contest di idee on line, promossa dall’ Associazione Capitale Roma, in cui le prime tre idee più votate potranno avere un' assistenza tecnica e operativa che ne permettano la successiva realizzazione.

Memoria Verde a San Lorenzo si sta battendo per il terzo posto! 


Ecco il link per conoscere meglio il progetto e votarlo, perché  con il tuo voto e la diffusione dell'idea presso i tuoi contatti aiuterai facilmente e rapidamente il progetto ad ottenere un posto utile nella classifica definitiva. Grazie!!

Si può votare il progetto fino al 29 ottobre



Contatti: 


fb La GRU - Germogli di Rinascita Urbana



giovedì 16 ottobre 2014

LUIGI ROSSINI, INCISORE di Filippo Davvero

Luigi Rossini Incisore – Il viaggio segreto



Nato a Lugo di Romagna nel 1790, da un padre giacobino e cugino di Gioacchino Rossini, il giovane Luigi fuggì a piedi da casa, per recarsi a studiare alla scuola d’arte di  Bologna, rivelando fin da allora quella volontà ferrea di essere  artista, che dimostrò poi nel corso di una vita intera. Lavorò infatti presso la bottega di Antonio Basoli, frequentando di sera il corso di studi, nei quali fu allievo tra gli altri del famoso architetto Giovanni Antolini. L’avvento della repubblica napoleonica nel 1802 e poi del regno d’Italia trasformò e modernizzò la scuola d’arte e lo stesso Napoleone puntò alla trasformazione della Accademia romana di San Luca, sul modello dell’Accademia francese. Pronto ad impegnarsi come sempre, Rossini tentò di ottenere una delle borse di studio istituite in quella occasione e vinse il concorso a pieni voti, decidendo di conseguenza  di recarsi a Roma, nel 1814, in compagnia dell’amico scultore Adamo Tadolini.
Ma il forte carattere del Rossini doveva essere messo a dura prova dalla sorte, poiché, quello stesso anno, Napoleone cadde, Roma rientrò nell’ambito del potere temporale del papa e le borse di studio istituite dai francesi furono immediatamente cancellate. Non dovette sembrargli di essere aiutato dalla Divina Provvidenza. Trovatosi d’un tratto senza mezzi di sostentamento e costretto a fare economia perfino sui pasti quotidiani, Rossini decise di vendere una piccola proprietà ereditata dal padre e tentò di farsi largo nell’ambiente romano, trovando un certo appoggio in Antonio Canova che gli commissionò dei disegni per il tempio di Possagno.
Ma a un giovane architetto, che veniva da una famiglia modesta della quale non facevano parte architetti affermati, la città  offriva ben poco e quel giovane,che era valente e coraggioso, ma per nulla sprovveduto, capì che doveva cambiare programma.  Per sua fortuna, oltre a quella Roma chiusa in sé, che non intendeva sborsare il becco di un quattrino per i suoi progetti, ce n’era un’altra, antica e fascinosa, immersa nel tempo storico che lentamente la consumava e assediata dalle piante spontanee che la ammantavano di romantica bellezza. Era una città perduta e simbolica che gli aristocratici e i ricchi borghesi locali, ma soprattutto i viaggiatori europei, amavano portarsi a casa, sotto forma di pregiate incisioni, quelle stesse che avevano reso famoso Luigi Piranesi, del quale Rossini divenne l’erede riconosciuto. Con l’aiuto del Camuccini, di cui era amico, cominciò allora a lavorare come incisore, arrivando con tenacia e genialità a maturare un suo stile riconoscibile e realizzare poi la sua opera più nota, “Le Antichità romane in cento e una veduta”.
Così Luigi Rossini si affermò nell’ambiente romano, visse una vita di lavoro e di successo artistico, non senza episodi infelici come la perdita di un figlio e diverse malattie alle quali non fu estraneo l’impegno straordinario e fisicamente stressante nell’attività di incisore. Egli morì all’età di sessantasette anni nella casa che aveva acquistato in via Felice.
 Le sue opere sono esposte fino all’11 gennaio 2015, all’Istituto Nazionale per la Grafica, in via della Stamperia, presso la Fontana di Trevi, secondo una scansione temporale nelle diverse sale, che aiuta la comprensione di tutta la vicenda biografica. Qui spicca il magnifico Panorama di Roma Antica e Moderna del 1827, realizzato in quattro matrici, su più di tre metri di lunghezza. Si possono ammirare altresì i ruderi fascinosi di  monumenti  disseminati nel sonnolento Agro Romano, dove l’amico Bartolomeo Pinelli ha tratteggiato le figurine di popolane e pastorelli, e favolose ricostruzioni della Roma Antica, immaginate con forza visionaria, ma anche con grande attenzione filologica. Il felice rapporto dell’architettura con la natura agreste può sembrare il frutto nostalgico del decadere dei monumenti antichi, nel loro fatale ritorno alla terra, ma osservando queste incisioni, viene la speranza che lo spirito ecologico dei nostri tempi possa condurre a una architettura  integrata con l’ambiente e che il Rossini, descrivendo il passato, ci stia dando paradossalmente una prospettiva per il futuro.

Se questo pensiero utopistico vi ha pervaso, una volta visitata la mostra, uscite dall’istituto, risalite via del Tritone e se riuscite a superare le frotte di stranieri scaricate dai bus turistici, le pattuglie di venditori di asticelle per selfie e le bancarelle di orribile paccottiglia romanesca, spingetevi fino a via Sistina, antica via Felice, al numero 138 dove c’è la lapide dedicata al Rossini. E già che ci siete, andate fino al civico 125, dove ha vissuto Gogol e omaggiate anche lui, perché proprio in questa casa, intorno al 1840,  ha scritto “Le anime morte”.

(Filippo Davvero, ottobre 2014)






Luigi Rossini Incisore – Il viaggio segreto

Roma, Istituto Nazionale per la Grafica,
via della Stamperia 6
9 ottobre  2014 – 11 gennaio 2015

mercoledì 15 ottobre 2014

DI ERBA IN ERBA (4 bis) di Maria Caterina Ranieri

Tra pacchi e sacchi, in piena isteria  :-) da trasloco, Maria Caterina ci invia preziosi suggerimenti per superare l'Autunno, infido e furioso altrove e qui ancora -inaspettatamente- così caldo. Nel frattempo ci svela anche qualche segreto di erboristeria....

Ancora sul DECO-INFUSO:



sabato 11 ottobre 2014

EBOLA: SI CERCANO VOLONTARI

Chères amies, chers amis d’Avaaz, 



Ebola pourrait bientôt tous nous menacer. Pour enrayer l'épidémie, nous avons un besoin urgent de volontaires. Si seulement 120 médecins parmi nous se portent volontaires, cela *doublerait* le nombre de médecins actuellement au Sierra Leone. D'autres compétences - dans le domaine de la santé, de l'assainissement ou de la logistique - peuvent aussi nous aider. Ce message est un appel à aider l'humanité, en acceptant de prendre des risques pour d'autres êtres humains. Cliquez ici pour plus d'informations et exprimez votre reconnaissance pour ceux qui feront ce choix.

agissez maintenant
Il y a trois semaines, nous avons été des centaines de milliers à manifester, dans une vague d’actions hors-ligne pour lutter contre le changement climatique. L’action hors-ligne, c’est encore la méthode à laquelle nous allons recourir cette semaine pour juguler Ebola

Le virus Ebola est en train de se développer et d'échapper à tout contrôle. Toutes les 2 à 3 semaines, le nombre de cas de contamination double en Afrique de l’Ouest, et selon les dernières estimations, 1,4 million de personnes pourraient avoir contracté le virus d’ici à la mi-janvier. A ce rythme, ce monstre menace le monde entier.

Les précédentes flambées d’Ebola ont toutes été contenues et limitées à un nombre restreint de cas, mais les systèmes de santé des pays d’Afrique de l’Ouest ont été débordés par la magnitude de cette épidémie. Le Libéria compte moins de 1 médecin pour 100 000 personnes. Les gouvernements ont beau avoir débloqué des fonds, il manque encore des professionnels de santé correctement formés pour enrayer le fléau.

Et c’est là que nous intervenons. 39 millions de personnes vont recevoir ce message. Nos sondages nous montrent que 6% d’entre nous sont des professionnels de santé - des médecins ou des infirmier(e)s - soit 2 millions de membres d’Avaaz. Si seulement 120 médecins se portaient volontaires, cela *doublerait* le nombre de médecins au Sierra Leone. 

D’autres volontaires peuvent aussi nous aider - les techniciens de laboratoire, les logisticiens, les experts en assainissement et les professionnels des transports. Le volontariat, cela signifie évidemment davantage que du temps. Cela comporte des risques. Le virus Ebola est hautement contagieux. Plusieurs professionnels de la santé sont déjà morts après avoir lutté contre le virus. Mais s’il existe un groupe de personnes capables de prendre ce risque pour d’autres êtres humains, c’est bien notre communauté. Moi-même et quelques membres de l’équipe d’Avaaz, nous sommes prêts à partager ce risque avec vous et à vous accompagner sur la ligne de front de cette crise.
C'est lorsqu’on écoute ce qui nous parle depuis le plus profond de nous-même que l'on accomplit de grandes choses. Si vous êtes un professionnel de santé, ou que vous avez d’autres compétences requises pour intervenir en Afrique de l’Ouest, je vous demande de prendre un moment, de vous écouter au plus profond de vous-même et de suivre cette inspiration. 

Cliquez sur le lien ci-dessous pour vous engager comme volontaire, voir les messages d’autres volontaires ou simplement leur laisser un mot d’encouragement:


https://secure.avaaz.org/fr/ebola_volunteers_thank_you_3/?bIbePbb&v=47389

Postuler comme volontaire, ce n’est qu’un premier pas. Vous devrez obligatoirement maîtriser la langue anglaise ou française, et devrez recevoir et fournir beaucoup d’informations afin que tout le monde soit sûr que vous êtes le mieux placé pour ce poste. Vous aurez sans doute à discuter de votre décision avec vos proches et vous pourrez vous retirer du processus de sélection à n’importe quel moment. Avaaz travaille en partenariat avec Partners In Health, Save the Children et International Medical Corps, trois organisations en pointe dans le combat contre cette maladie mortelle. Nous sommes également en contact avec les gouvernements du Libéria, du Sierra Leone et de Guinée ainsi que l’Organisation mondiale de la santé.
Il y a bien sûr un risque conséquent, mais les moyens de prévenir le danger existent. Le virus Ebola se transmet par contact physique, ce qui signifie que si ces contacts sont gérés avec une grande méticulosité, le risque de contamination peut être minimisé. À ce jour, plus de 94 professionnels de la santé sont morts après avoir contracté le virus au Libéria, mais il s’agissait pour la quasi-totalité de travailleurs locaux. Malheureusement, ces derniers sont moins bien équipés que les volontaires internationaux. Les chances de survie d’un patient contaminé s’élèvent à 50% avec le traitement adéquat.
Nous sommes nombreux à exercer un travail qui implique de risquer notre vie pour notre pays: policiers, activistes, militaires... C’est l’expression la plus sincère de ce pour quoi la vie mérite d’être vécue. Risquer sa vie pour lutter contre le virus Ebola, c’est la même chose: cela revient à affirmer que les autres êtres humains, tels qu’ils soient, méritent que l’on s’engagent pour eux: 

https://secure.avaaz.org/fr/ebola_volunteers_thank_you_3/?bIbePbb&v=47389

Si le virus Ebola continue de se développer hors de tout contrôle, nous pourrions bientôt être tous menacés. A cause de la fragillité du système de santé d’un pays pauvre, ce monstre a pu se développer au point de menacer le monde entier. Cela démontre combien nous sommes tous interdépendants. Mais cette interdépendance va bien au-delà des simples intérêts privés. Nous sommes tous connectés au sein d’une communauté d’êtres vivants. Tous les mensonges qui nous divisent - à propos de la nationalité, de la religion ou de la sexualité - sont en train d’être mis à bas, et nous réalisons peu à peu que nous ne formons en réalité qu’un peuple, qu’une tribu et qu’une jeune mère et sa fille au Libéria craignent et aiment les mêmes choses qu’une jeune mère et sa fille au Brésil ou aux Pays-Bas. Et au fur et à mesure que cette évidence s’affirme, nous pouvons établir un nouveau monde. De l’obscurité la plus profonde jaillit la plus vive lumière. Des tréfonds du cauchemar du virus Ebola, à nous de faire naître un espoir, inspiré par l'empathie et la fraternité.

Avec espoir et détermination,

Ricken, John, Alice, Danny et toute l’équipe d’Avaaz

PLUS D’INFORMATIONS

Selon le Centre de contrôle et de prévention des maladies infectieuses, 1.4 million de personnes pourraient avoir été contaminées par le virus Ebola d’ici à janvier (The Guardian, en anglais)
http://www.theguardian.com/society/2014/sep/23/ebola-cdc-millions-infected-quarantine-africa-epidemic

Chronologie des cas connus et développement de l’épidémie de virus Ebola (Centre de contrôle et de prévention des maladies infectieuses, en anglais)
http://www.cdc.gov/vhf/ebola/outbreaks/history/chronology.html

Ebola 'dévore tout sur son chemin' (Al Jazeera, en anglais)
http://www.aljazeera.com/news/africa/2014/09/ebola-devouring-everything-path-201499161646914388.html

Le taux de mortalité du virus Ebola s’élève à 70% - étude de l’OMS (BBC - en anglais)
http://www.bbc.com/news/world-africa-29327741

Le nombre de professionnels de santé infectés par le virus Ebola atteint un niveau record (OMS, en anglais)
http://www.who.int/mediacentre/news/ebola/25-august-2014/en/
Le monde intensifie ses efforts contre Ebola (Le Figaro)http://sante.lefigaro.fr/actualite/2014/10/08/22882-monde-intensifie-ses-efforts-contre-ebola
La propagation d'Ebola hors Afrique démontre l'importance d'en éradiquer les foyers, dit la Croix-Rouge (Radio-Canada)http://m.radio-canada.ca/nouvelles/International/2014/10/08/006-ebola-croix-rouge-victime-occident-agir.shtml

Ebola : chronologie d'une épidémie (Courier International)http://www.courrierinternational.com/article/2014/10/08/ebola-chronologie-d-une-epidemie

giovedì 9 ottobre 2014

MAUD CHIFAMBA E LO STUDIO.Firmate la petizione!!!

Lo studio è la nostra unica arma

Maud Chifamba 
Zimbabwe
Mi chiamo Maud, ho sedici anni e ho cominciato a svegliarmi alle cinque per andare a scuola esattamente nove anni fa. La mia scuola era molto distante da casa, con strade impraticabili durante la stagione delle piogge. A qualcuno di voi sembrerà strana questa situazione, ma non lo è per la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi del mio Paese, lo Zimbabwe, dove frequentare la scuola è spesso una fortuna a maggior ragione quando si è orfani. Io ho perduto mio padre quando avevo cinque anni. Mia madre subito dopo si è ammalata di tumore ed è morta qualche anno dopo. L’unico che ha potuto occuparsi di me è stato mio fratello maggiore.
Io però non ho mollato. Mi piaceva studiare e usavo ogni istante per imparare, così sono diventata, a soli 14 anni, la più giovane studentessa universitaria africana. Per questo Forbes mi ha segnalato come una delle 5 giovani donne più influenti d’Africa. 
Non credo di essere più intelligente della maggior parte dei miei coetanei. Devo molto al mio impegno e molto alla fortuna e all’aiuto dei miei cari. Oggi, quello di cui sono più orgogliosa, è il fatto di rappresentare un modello e una speranza per tante ragazze che all’istruzione non possono accedere. Ragazze il cui destino è spesso quello doversi sposare a 13 o 14 anni. O di rischiare una gravidanza precoce alla stessa età. O peggio, di finire sfruttate e abusate.
Ecco perché vi racconto la mia storia.
Le ragazze che vivono in contesti di povertà, come il mio sono ad alto rischio e l’istruzione è per noi l’unica arma per cambiare il mondo in cui viviamo e partecipare alla vita economica, sociale e culturale dei nostri paesi.
Eppure quando all’ONU hanno deciso di fissare gli Obiettivi del Millennio si sono dimenticati di noi ragazze. Questo non deve succedere più. Dobbiamo cambiare le cose. 
So che le Nazioni Unite stanno lavorando, insieme alla società civile, per creare una nuova agenda dello sviluppo. Nel mese di Settembre del prossimo anno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrà adottare i nuovi obiettivi che potranno avere un impatto importante sulla vita delle ragazze.
Chiedo in quell'occasione di poter portare la mia testimonianza e la voce delle milioni di ragazze che vivono in contesti di povertà come il mio: chiedo che l’istruzione delle ragazze diventi un obiettivo prioritario della comunità internazionale e venga inserita nell’agenda dello sviluppo post 2015. 
La persona (o l'organizzazione) che ha cominciato questa petizione non è affiliata a Change.org. Change.org non ha creato questa petizione e non è responsabile per il suo contenuto.