lunedì 26 marzo 2012

JHUMPA LAHIRI (un racconto del 2008)


Jhumpa Lahiri
Solo bontà(2008)
Racconti d’autore, Il Sole 24 ore, 2011

Gli ingredienti non sono male: ‘storia di integrazione e di conflitti domestici tra il Massachusetts e Londra, il mito del successo e il demone del fallimento’, egoismi e ricerca di felicità di un fratello e di una sorella bengalesi. Ma la storia procede in modo un po’ legnoso, e il finale è come un palloncino che sfugge a zig-zag per il cielo. Ti fa rabbia e non ti rimane nulla. La narrazione è rigida e trattenuta. Fredda come chi ha paura di sbagliare le nuove regole.


un appunto di W.Szymborska

                                                                                                                 
La vita -è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

star dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.

( da Wistawa Szymborska, La gioia di scrivere, Adelphi 2009)                                                                  


martedì 24 gennaio 2012

poesie di Ibis Kan


6. LA POESIA DELLA SOLITUDINE ANNOIATA

Autunno morbido e caldo (giallo, verde e screziato),
Le montagne ritte sotto voli di storni in formazione.
Ti si stringe la nebbia addosso
come sciarpa di nuvola gonfia.
(Nuoro 2006)


7.

Rileggere le parole
E risentire lo stesso sapore.
Mi voglio quasi un po’ più bene
A carezzare questi balbettii.
(Nov 2007)


8. 

Io le cose sognate
me le porto sempre appresso.
In tasca, dentro la borsa o
nella custodia degli occhiali.
Non si sa mai:
potrebbero sempre tornar vere.

(2007)

martedì 17 gennaio 2012

le foto di piero

All'Opificio di Via dei Magazzini Generali  la mostra " Il Tempo danzato" con le foto di Piero Tauro.
Bellissime immagini delle esperienze più significative dei grandi danzatori contemporanei o di performers lungo le pareti all'ingresso, al piano inferiore e in una lunga sala dell'Opificio.Luci taglienti, o avvolgenti su corpi che sembrano narrare storie, ritrarsi nel silenzio, congelare attimi, comprimere forze misteriose, scambiarsi distanze o intersecarsi. Danza italiana di ricerca, i grandi americani, Akram Khan e gli altri meticci.
 In una saletta nascosta, poi,  una cappella votiva dedicata alla Madonna Marina Abramovic, nuda e divina nella grande foto in b/n, con due Santi ai lati, Jan Fabre  e William Forsythe.




"Dedalo", foto di Piero Tauro















arte e poesia concreta con tomaso binga

Sabato 14 gennaio 2012
                                                                      Galleria Wunderkammern
via Serbelloni
Roma

Chiusura della mostra BACK TO THE FUTURE, con le opere di Tomaso Binga e Guglielmo Achille Cavellini, e tavola rotonda con critici letterari e artistici.

Ho fatto anche un filmato con il cellulare e ho registrato Tomaso Binga mentre recitava-declamava- diceva un paio di sue poesie.
Peccato! non riesco a scaricarlo. E'-pare-un file GP.
Boh? Come si fa?

venerdì 13 gennaio 2012

vernissage per caso


Alle sei del pomeriggio d'inverno diventano quasi un' urgenza quelle uscite senza meta che mi vengono proposte senza impegno - e che di solito accetto subito, pur concordando qualche minuto di perdita di tempo.   Durante l'ultima, sono capitata al vernissage del più conosciuto artista del  mondo nella galleria più internazionale della mia città. WOW!! It sounds great!!!
Capitata per caso...  In realtà, volevo proprio vedere quella mostra, ma -honestly- pensavo che fosse stata inaugurata già da un po' di tempo! Tanta gente e gran brusio all'esterno. -Oddio! E' il vernissage! ci faranno entrare?- 
Peccato, ero uscita con il mio solito triste piumino nero e i capelli, lavati maldestramente la sera prima, per l'umidità si erano gonfiati modello-pagliaio.E l'età non aiuta più.  Ma tant'è.
Molta gente all'ingresso davanti alle graziose e gentili hostess che distribuivano comunicati stampa e presentazioni in italiano e in inglese.In fondo alle scale dell'elegante galleria colonnata, alcuni  volgari, ma gentili anche loro, omoni in nero, aitanti buttafuori con sorrisi a tutto-dente che  bloccavano decisi ogni tentativo di ripresa-video o fotografica. Sembravano i guardaspalla di qualche politico molto telegenico, e non ci giurerei che non avessero un paio di occhiali neri a specchio e avvolgenti per riparare gli occhi dalla forte illuminazione. 
Finalmente saliamo. Il grande spazio al piano superiore era strapieno di gente.Non particolarmente eleganti, ma tanti, giovani, vecchi e perfino bambini. I più fortunati erano in coppia; potevano così sciogliere l'imbarazzo di non sapere cosa guardare e cosa dire scambiandosi sorrisi, o tenendosi per mano. Qualche signora solitaria si soffermava davanti ad ogni opera e,  scorrendo diligentemente il foglietto della presentazione, cercava il titolo, la data e il nome dei cortesi collezionisti, o di qualche galleria, proprietari del quadro.
Il fatto è che quei quadri di diverse dimensioni erano variazioni cromatiche di serie di ordinati pois (più o meno grandi ma uguali all'interno della stessa opera) e dopo un po' ( poco, però) non si sapeva proprio che fare. Noi, grazie a una brillante intuizione del mio accompagnatore- più abituato di me al modo dell'Arte- abbiamo tentato anche di contarli per trovarne il ritmo segreto, ma al terzo tentativo abbiamo capito che non c'era regola dietro a quel profluvio di palle e palline colorate. Blù, rosse, verdi, viola le mille palle blù, rosse, viola...


Allora ci siamo guardati intorno e abbiamo capito. Abbiamo capito quanto Lui si deve essere divertito, quanto il grande Artista deve aver sghignazzato a vederci o  a immaginarci lì.