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venerdì 12 agosto 2016
FIRMATE LA PETIZIONE!
Ancora per l'Iran da Change.org da parte di Luigi Manconi:
Grazie!
venerdì 5 agosto 2016
IRAN, GIVE YOUR POLITICAL PRISONERS A REAL OPPORTUNITY TO DEFEND THEMSELVES AND THEIR TRIALS!
Dear isabella,
I am writing to you with a heavy heart. Yesterday, Shahram Ahmadi, a political prisoner whose mother asked you to support his release in 2014, was executed at Rajaie Shahr Prison, in Iran.
Shahram was one of at least 10 political prisoners executed on Tuesday. The names of six others have been confirmed: Kaveh Sharifi, Kaveh Raeisi, Arash Sharifi, Bahman Rahimi, Mokhtar Rahimi, and Khaled Maleki.
Leave a message on their memorial page.
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Each person lost yesterday has a heartbreaking tale of injustice. We shared Shahram’s story with you last November:
On days like these my colleagues and I feel helpless. For more than two years we have campaigned to save the lives of Shahram and other Kurdish political prisoners on death row.
We will continue to tell their stories. Despite this heartbreaking setback, we know that advocacy works. Political prisoners have told us over and over that raising awareness –– and your actions on their behalf –– works. Prisoners receive better treatment when cases attract attention. Today, the lives of at least 84 political prisoners who have been sentenced to death, hang in the balance. We won’t stop campaigning until they all receive fair trials.
We have set up an online memorial for Shahram and others executed yesterday to honor them and their families. I invite you to leave a message, share a poem, and light a candle. Join the human rights and the Iranian community in mourning these young men.
In grief and in solidarity,
Mehdi Aminizadeh
Lead Researcher, Iran Prison Atlas
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mercoledì 3 agosto 2016
UOMINI E DONNE (ascoltato per strada)
Sono in tre: il venditore di frutta ambulante all'angolo della strada, il fioraio con il suo carrettino lì accanto, e un passante. I tre uomini hanno un'età tra i 40 e i 50 anni.
La strada è quasi vuota perché è ora di pranzo, e qualche donna con le buste della spesa al fianco si affretta verso casa. Luglio, caldo.
VdF: "Ma che je faccio io a le donne? ( accenna una canzone). Ce n’ho quattro: una a piazza di Spagna, una
qui, una…"
F: " Noo, che non ne ha nessuna!"
P: "Chissà quanto te costeno..."
F: " Meglio quattro
trans. Almeno guadagneno i soldi per te!"
P : "Mejo sì, tanto le donne ormai chi le vede?"
* VdF= venditore di frutta, F= fioraio, P= passante.
giovedì 9 giugno 2016
KIM ADDONIZIO e "la bellezza di/ questo corpo offeso" di isabnic
Kim Addonizio dice nella sua "First Line is the Deepest" : "For I am a poet. And it is my job, my duty / to know wherein lies the beauty / of this degraded body." ("Perchè io sono un poeta. E il mio compito, il mio dovere,/ è scoprire dove si nasconde la bellezza/ di questo corpo offeso e corrotto").
"Cosa vogliono le donne?"
Voglio un vestito rosso:
Lo voglio leggero e dozzinale
lo voglio troppo stretto e indossarlo
finché qualcuno me lo strappa via.
Lo voglio smanicato e senza schiena,
quest'abito che nessuno debba indovinare
ciò che nasconde. Voglio passare giù
in strada oltre Thrifty e il ferramenta
con quelle chiavi in vetrina scintillanti
oltre i signori Wong che nel loro caffè
vendono ciambelle stantie, oltre i fratelli Guerra che scaricano maiali giù dal camion sul carrello issando sulle spalle i grugni lucidi.
Voglio camminare come fossi la sola donna
sulla terra e potessi avere la mia chance.
Voglio quel vestito rosso sconveniente.
Lo voglio per confermare
i vostri peggiori timori su di me,
per mostrarvi quanto poco m’importa di voi
o del resto, eccetto quel che voglio.
Quando lo troverò, toglierò quest’abito
dalla sua gruccia come se scegliessi un corpo
che mi trasporti in questo mondo, attraverso
i vagiti ed i gemiti d’amore,
e l’indosserò come ossa, come pelle,
sarà lo stramaledetto vestito
in cui mi seppelliranno.
Trad. G.Cerrai © 2006
|
(From Tell Me by Kim Addonizio.
Copyright © 2000 by Kim Addonizio. Reprinted by
permission of BOA Editions, Ltd. All rights reserved)
Infine, nella traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan, sempre da Tell me:
"Per te"
Per te mi spoglio fino alla guaina
dei nervi.
Mi tolgo i gioielli e li appoggio sul comodino,
mi sgancio le costole, appoggio i polmoni ben stirati su una sedia.
Mi sciolgo come un farmaco nell’acqua, nel vino.
Mi rovescio senza macchiare, me ne vado senza sommuovere l’aria.
Lo faccio per amore. Per amore, scompaio.
Mi tolgo i gioielli e li appoggio sul comodino,
mi sgancio le costole, appoggio i polmoni ben stirati su una sedia.
Mi sciolgo come un farmaco nell’acqua, nel vino.
Mi rovescio senza macchiare, me ne vado senza sommuovere l’aria.
Lo faccio per amore. Per amore, scompaio.
Tell me (2000) è la sua terza raccolta di poesie, finalista al National Book Award, i testi spesso parlano direttamente al lettore/ascoltatore e narrano di coppie o rapporti tra persone destinati a finire male. Le sue raccolte più recenti sono What Is This Thing Called Love (2004) e Lucifer at the Starlite (2009), considerato da Sean Finney del San Francisco Magazine, una specie di spettacolo glam-rock molto coinvolgente. Oltre alle poesie è conosciuta per i suoi romanzi Little Beauties(2005), con molte voci narranti, e My Dreams Out in the Street (2007), una triste storia di dipendenza e violenza che si rifà ai suoi primi lavori. In un'intervista di Mag Gabbert (http://thecoachellareview.com/) ha dichiarato che le scrittura è per gli scrittori come un tatuaggio per il corpo: hanno entrambi a che fare con l'identità e mostrano chi sei almeno per un certo periodo di tempo.
mercoledì 8 giugno 2016
IL FANTASMINO DI LAC68 e ALTRE 'CAMERAE PICTAE' AL NOMENTANO di gogo
Sabato mattina, ore 12, la Stazione Nomentana è quasi deserta. Oggi molti non lavorano, forse di treni ne passano anche meno del solito( pre-festivo o pre-elettorale?), e i pochi che attraversano il sottopasso pedonale sembrano accorgersi per la prima volta di tutte le pareti dipinte o piene di parole che accompagnano i loro passi lungo il tunnel e i corridoi. Un trionfo di murales e colori, anche nelle scale, tra le banchine e forse sui binari (confesso: non li ho visti).
Anche la Stazione Nomentana rientra nella iniziativa Arte in stazione e Città a colori, promossa da NSA Roma Nord e organizzata da Franco Galvano, con il supporto di RFI, per riqualificare 120 stazioni ferroviarie a Roma (un video, di appena due anni fa, ci racconta lo stato di degrado di questi luoghi http://www.bastacartelloni.it/2013/10/trovare-la-stazione-nomentana-e.html ). Ora poeti,artisti conosciuti, insieme ai Pittori Anonimi del Trullo (PAT) e a chiunque ne abbia -o ne abbia avuta- voglia hanno ricoperto e continuano a ricoprire le pareti esterne e interne della stazione trasformando un luogo grigio, sporco, buio e triste in un tripudio di colori dove cominciar meglio la giornata.

Anche la Stazione Nomentana rientra nella iniziativa Arte in stazione e Città a colori, promossa da NSA Roma Nord e organizzata da Franco Galvano, con il supporto di RFI, per riqualificare 120 stazioni ferroviarie a Roma (un video, di appena due anni fa, ci racconta lo stato di degrado di questi luoghi http://www.bastacartelloni.it/2013/10/trovare-la-stazione-nomentana-e.html ). Ora poeti,artisti conosciuti, insieme ai Pittori Anonimi del Trullo (PAT) e a chiunque ne abbia -o ne abbia avuta- voglia hanno ricoperto e continuano a ricoprire le pareti esterne e interne della stazione trasformando un luogo grigio, sporco, buio e triste in un tripudio di colori dove cominciar meglio la giornata.

Ha partecipato al progetto anche LAC68 (Luigi Ambrosetti Cardascia), che affianca da anni alla sua produzione pittorica su tela quella di street artist. Con una lunga striscia su una parete del tunnel centrale, ha raccontato la storia surreal-pop del suo Fantasmino con carrello da supermarket, che dall'Italia giunge fino al Moma di New York, tra amori, corse in moto, e lenti assaporamenti di biscotti alla carota. :-)
PS del Fantasmino esiste anche una deliziosa scultura (h.40cm c.a) che ho avuto la fortuna di vedere in una collettiva alla galleria VARCO de L'Aquila l'anno scorso.
“
Potrebbe interessarti:http://montesacro.romatoday.it/conca-d-oro/stazione-nomentana-street-art.html
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Per saperne di più, c'è un'interessante intervista a Luigi Ambrosetti (LAC68) e il video Roma Street Art sull'iniziativa a Roma.
PS del Fantasmino esiste anche una deliziosa scultura (h.40cm c.a) che ho avuto la fortuna di vedere in una collettiva alla galleria VARCO de L'Aquila l'anno scorso.
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| murale al sottopasso della Stazione Nomentana |
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| murale al sottopasso della Stazione Nomentana |
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| tela di Luigi Ambrosetti |
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Per saperne di più, c'è un'interessante intervista a Luigi Ambrosetti (LAC68) e il video Roma Street Art sull'iniziativa a Roma.
lunedì 6 giugno 2016
JACK HIRSCHMAN&AGNETA FALK a Roma! (10 giugno h.19.30)

Venerdì 10 giugno alle 19:30 all' HulaHoop Club, letture tratte da A RIMA ARMATA di Alessandra Bava. Seguirà un reading poetico di JACK HIRSCHMAN, uno dei maggiori poeti della controcultura americana & AGNETA FALK HIRSCHMAN, poetessa e artista dalla sensibilità straordinaria. Non mancate!


sabato 4 giugno 2016
AMELIA ROSSELLI (1930-1996): Omaggio al Teatro Valle il 6 giugno 2016
Amelia Rosselli
Tutto il mondo è vedovo
da "Variazioni Belliche" (1964)
Tutto il mondo è vedovo se è vero che tu cammini ancora
tutto il mondo è vedovo se è vero! Tutto il mondo
è vero se è vero che tu cammini ancora, tutto il
mondo è vedovo se tu non muori! Tutto il mondo
è mio se è vero che tu non sei vivo ma solo
una lanterna per i miei occhi obliqui. Cieca rimasi
dalla tua nascita e l’importanza del nuovo giorno
non è che notte per la tua distanza. Cieca sono
chè tu cammini ancora! Cieca sono che tu cammini
e il mondo è vedovo e il mondo è cieco se tu cammini
ancora aggrappato ai miei occhi celestiali.
tutto il mondo è vedovo se è vero! Tutto il mondo
è vero se è vero che tu cammini ancora, tutto il
mondo è vedovo se tu non muori! Tutto il mondo
è mio se è vero che tu non sei vivo ma solo
una lanterna per i miei occhi obliqui. Cieca rimasi
dalla tua nascita e l’importanza del nuovo giorno
non è che notte per la tua distanza. Cieca sono
chè tu cammini ancora! Cieca sono che tu cammini
e il mondo è vedovo e il mondo è cieco se tu cammini
ancora aggrappato ai miei occhi celestiali.
Federazione Unitaria Italiana Scrittori – Piazza Augusto Imperatore 4 – 001486 Roma
Tel. 06-6833646 – email: info@fuis.it
COMUNICATO STAMPA
“Io
sono come voi quel che non sapeste”
Omaggio poetico al
Teatro Valle ad Amelia Rosselli a vent’anni dalla morte
Lunedì 6 giugno 2016, h. 17.00,
presso il foyer del Teatro Valle a
Roma (Via del Teatro Valle, 21) la FUIS (Federazione Unitaria Italiana
Scrittori) organizzerà un incontro in ricordo di Amelia Rosselli, la più importante poetessa italiana del secondo
Novecento, a vent’anni dalla morte.
Parteciperanno
alla serata, curata da Désirée Massaroni, alcuni tra i più significativi
protagonisti della scena della poesia in Italia che leggeranno sia testi della
Rosselli che testi dedicati all’autrice suicida. L’elenco comprende: Carlo Bordini, Silvia Bre, Marco Caporali,
Roberto Deidier, Paolo Febbraro, Biancamaria Frabotta, Jolanda Insana, Valerio
Magrelli, Renato Minore, Davide Nota, Marco Palladini, Renzo Paris, Elio
Pecora, Gabriella Sica, Luigia Sorrentino, Alberto Toni, Antonio Veneziani.
Durante
la manifestazione verranno proiettati materiali filmati sulla Rosselli.
Breve nota bio-bibliografica
di Amelia Rosselli:
Nacque a Parigi,
figlia di Carlo Rosselli, uno dei capi italiani dell’opposizione antifascista,
e da Marion Cave, attivista cattolica irlandese. Nel 1929, dopo essere scappato
da una prigione fascista, Carlo Rosselli si spostò in Francia con la sua
famiglia, dove nacque Amelia. Dopo l’assassinio del padre e l'occupazione
nazista della Francia, Amelia, la madre ed i fratelli si rifugiarono prima in
Inghilterra, poi negli Stati Uniti. Nel 1948 giunse a Firenze e poi si trasferì
a Roma, lavorando come traduttrice e compiendo studi letterari e filosofici. Si
legò agli ambienti letterari pubblicando su diversi periodici ed ebbe una breve
frequentazione col Gruppo 63, a cui però rimase sostanzialmente estranea. Nel
1963 apparvero ventiquattro sue poesie nella rivista letteraria «Il Menabò»,
accompagnate da una nota critica di P.P. Pasolini. Tappa significativa è il
volume Variazioni belliche (1964) che
la impose come una delle voci più originali della poesia della seconda metà del
Novecento. In seguito pubblicò: Serie
ospedaliera (1969), Documento
(1966-1973) (1976), Impromptu (1981),
Appunti sparsi e persi (1966-1977)
(1983), La libellula (1985), che
confermarono la validità della sua presenza nel panorama poetico. L'Antologia poetica (1987) offre un
quadro selettivo ma puntuale dell'intero suo lavoro, arricchito anche dalla
raccolta dei Primi scritti
(1952-1963) (1980). Inoltre uscì il volume di poesie in lingua inglese Sleep (1992). Morì suicida a Roma nel 1996.
Per
informazioni: Désirée Massaroni, tel. 329-4084281, d_massaroni@yahoo.it
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