martedì 13 aprile 2021

 








                             IN AGGIORNAMENTO


                             A presto! da Gogo

domenica 21 marzo 2021

"326 poesie dal mondo per una storia d'amore" (2014)

 




21 Marzo 2021 GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA

                                    21 Marzo 2021    

 



              GIORNATA INTERNAZIONALE 

                           DELLA POESIA

                                     🙌


Autostrada 99E da Chico


Stanno al suolo i germani reali,

è notte. Chiocciano

nel sonno e intanto sognano

il Messico e l'Honduras, Si china

il crescione su un fosso d'acqua irrigua

e i salici si abbassano,

sotto il peso dei corvi


Campi di riso galleggiano sotto la luna.

E anche le foglie d'acero bagnate s'aggrappan

al parabrezza. Ti dico Maryann,

sono felice.

R. Carver, da "Voi non sapete che cos'è l'amore. Saggi, poesie e racconti",

trad. di R.Duranti e F.Durante, Edizioni Minimum fax, 1998.




sabato 4 aprile 2020

UNA RECENSIONE FACILE di gogo


Ho appena finito di leggere un libro inutile, ma con una qualche pretesa: scritto in un buon italiano, ma ridondante, stracarico com'è di immagini e metafore più o meno naturalistiche.
 Esagerato nell'ardua impresa di raccontare il desiderio e il sesso, è molto scarso nel presentare i due personaggi principali, narrati soltanto all'interno della loro attrazione. Questo gioco a due tra una Madame Bovary senese e un "fantino troppo alto per vincere il Palio" -e in preda a una crisi di identità- cancella il resto della loro vita. Un 'Né con me, né senza di me' alla Truffaut scandisce i capitoletti dai titoli molto costruiti e preziosi.
Il tono è quello di una fiaba, di una storia medievaleggiante -nonostante i messaggi via smartphone che interrompono le notti  dei due eroi- anche grazie all'ambientazione: Siena e dintorni, castelli e macchie da attraversare al galoppo o a piedi in preda alla passione- con descrizioni dal sapore vago di promozione turistica. 
Quando, dopo un'ottantina di pagine, ritroviamo in Puglia -guarda caso nel leccese- lei, architetto, a seguire un lavoro che porta avanti con poco impegno (d'altronde nelle pagine precedenti eravamo stati lasciati all'oscuro di tale attività) e lui, ospite di un amico, senza lavoro e in grande crisi economica ed esistenziale, non c'è  sviluppo di tanto  materiale, la storia non decolla. Viene, piuttosto, per grazia di qualche divinità superiore, troncata rapidamente da un finale che risolve vari problemi: alla scrittrice, ai due protagonisti e soprattutto al lettore.

Post Scriptum
perché ho letto questo libro? 
Mi è stato regalato con affetto e complicità, e io avevo bisogno di un qualcosa che non mi facesse pensare e mi aiutasse a dormire. Purtroppo non è stata una buona idea, ma almeno erano solo un centinaio di pagine!

lunedì 30 marzo 2020

UNA GENERAZIONE FORTUNATA di Ghisi Grutter, a cura di Isabnic


“UNA GENERAZIONE FORTUNATA” di Ghisi Grutter,
 ed. TIMIA 2020
www.timiaedizioni.it 

Conosco Ghisi da molto tempo e quando un anno fa mi ha parlato del suo progetto, cioè pubblicare un’ autobiografia, mi sono subito detta: “Ecco fatto! Ci siamo invecchiate!” e ho pensato a un lungo elenco di rimpianti, perdite, nostalgia di un periodo irripetibile e così via, ma avrei dovuto capirlo dal titolo scelto già dalle prime stesure – “Una generazione fortunata”- che si trattava di qualcos’altro e che le memorie di questa ragazza perbene ma insofferente alle costrizioni, quasi una metafora dei cambiamenti del nostro paese, ci venivano offerte per riflettere su un tempo condiviso, quello di noi nati intorno agli anni cinquanta.

Gli appunti che Ghisi ha preso negli anni e che ora ha deciso di articolare, montare come uno dei tanti film visti con ritmo quasi quotidiano, sono sequenze, digressioni, aneddoti raccontati con lo stesso tono divertente, ironico e auto-ironico delle sue lunghe telefonate o delle chiacchiere a fine cena. Una ‘raccontatrice’ nata, anche grazie alla sua bella voce.

Non c’è mai noia nel leggere le pagine dedicate ai suoi ricordi familiari e alle prime ribellioni, allo sviluppo delle sue passioni – architettura, cinema, musica, ai suoi amori, alle difficoltà  di una giovane donna in un mondo ancora molto maschile. Oppure, ai racconti degli spostamenti in treno da una parte all’altra del paese, tra seminari, conferenze, inviti in isole ancora poco frequentate, belle case e cene prelibate, in una bulimia di incontri e progetti, mentre i tempi e le relazioni personali stavano cambiando. Sfide degli anni ottanta, tentativi di normalità in quelli seguenti. C’è sempre, comunque, un guizzo, una battuta, una capriola che sembra capovolgere quello che fino ad allora ci era sembrato il punto della situazione.

 Avventure e disavventure mirabolanti- almeno per una stanziale incallita come me- raccontati con toni che mi hanno fatto ricordare Moll Flanders, l’eroina di De Foe, a cui tutto accade. Tutto ruota intorno a lei, incontri, abbandoni, nuove passioni e nuove sfide che, con un misto di curiosità, ambizione, spirito di competizione e concretezza, lei riesce a governare, perfino confessando la propria fragilità, fino a una sorta di pacificazione e accettazione della vita come è.

Qualche volta di Moll Flanders il lettore dubita della veridicità delle sue avventure, che in realtà dovrebbero essere – per scelta dello scrittore una sorta di confessione per ottenere il perdono divino e per essere di ammonimento per gli altri. “Una generazione fortunata” di Ghisi Grutter non vuole essere una confessione, ma è un racconto  personale, a volte sorprendente. Certo, viene da chiedersi: ma come avrà fatto a fare tutte quelle cose? Ma sarà davvero andata in quel modo?
Come dice l’Autrice: “ Io -questa storia- l’ho vissuta così!”

Ghisi Grutter,
UNA GENERAZIONE FORTUNATA (2020)

www.timiaedizioni.it
e book  euro 7,oo   
edizione cartacea euro18,00

venerdì 27 settembre 2019

"Sindrome 1933" di Siegmund Ginzberg, a cura di Gogo












“Sindrome 1933”

 Siegmund Ginzberg

 (Feltrinelli 2019)



Più che la presentazione del libro di Sigmund Ginzberg, quello a cui ho assistito con grande interesse, qualche sera fa alla Biblioteca Europea di via Savoia a Roma, è stato un dialogo fitto e appassionato sul presente tra l’Autore e Furio Colombo. L’incontro era moderato da Antonella Ottai e inframezzato dalla lettura di testi, scelti dal libro o collegati al periodo trattato, offerta dal bravo Bruno Maccallini.

 Antonella Ottai ha introdotto la presentazione di “Sindrome 1933” suggerendo i nodi intorno ai quali se ne potrebbe cogliere l’essenza: la concatenazione di eventi nazionali e internazionali che può portare all’ascesa di un potere forte, l’indebolimento delle forze di opposizione, la creazione di un pericolo contro cui c’è l’urgenza di tale potere ed eventuali analogie con il presente.

 La coinvolgente lettura di Maccallini del primo testo, parzialmente adattato dalle prime pagine di “Sindrome 1933”, ha fatto immediatamente cogliere agghiaccianti somiglianze con le notizie lette o ascoltate di recente qui da noi in Italia. Alcune parole chiave tra cui ‘maggioranze fragili’, ‘partiti litigiosi’, ‘veti incrociati’, ‘Sinistre divise e senza iniziative in comune’ fino a ‘saluti dal balcone’ hanno colpito più di una persona tra i presenti. 

 Eppure il libro, ideato e progettato poco prima delle elezioni in Italia di marzo 2018, proposto a Feltrinelli e poi scritto durante l’inverno e la primavera seguente, è stato pubblicato a maggio di quest’anno.  “Nel testo è possibile percepire l’analogia con l’oggi,- si è schermito Ginzberg - ma questa possibilità viene lasciato completamente al lettore” attraverso l’offerta di una puntigliosa ricerca storica.

 Furio Colombo ha sottolineato, infatti, la pacatezza del linguaggio usato dall’autore, buon narratore nonché saggista. “Si respira tranquillità” in un libro che racconta una storia allarmante attraverso un montaggio dei fatti. Un linguaggio, dunque, di tipo diverso da quello violento di chi usa la violenza secondo un modello fascista della comunicazione, come quella razzista e sessista che abbiamo ascoltato o letto di recente nei confronti del giornalista Gad Lerner a Pontida e della capitana Karola Rackete, perfino minacciata di stupro. In quelle odiose chat abbiamo potuto leggere quel linguaggio che la stampa solitamente censura. Una cautela che meraviglia quando si parla dell’ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, del suo “uso dei Carabinieri”, della sua richiesta di pieni poteri. Tutto ciò è come aver “acciuffato le parti malate di Weimar, l’inevitabilità del potere malato che fornisce anche materiale documentale falso o falsato (vedi la millantata dichiarazione di alcuni giudici di avere materiali scottanti contro le varie ONG)”.
 “Quello di Ginzberg -ha così concluso Colombo quello che a molti è parso quasi uno sfogo liberatorio- è un archivio di materiale vivo, attuale e non soltanto un’opera di riferimenti storici di un passato che non si ripeterà.”

 La creazione di un pericolo contro cui c’è l’urgenza di un potere forte -allora gli Ebrei, ma non solo,  e oggi i Migranti, è l’altra analogia sottolineata dal testo di Joseph Roth letto da Maccallini:  "… Dai tempi della guerra, in tutto dall’Est sono arrivate in Germania circa 50.000 persone. Devo dire che sembrano milioni. L’impressione di tanta miseria li raddoppia, li triplica, li moltiplica per dieci volte tanto." Oggi come allora, la paura fa crescere i sentimenti di rifiuto e razzismo, si creano leggende (come quelle su Soros, le ONG, etc) o teorie del complotto (quella della sostituzione dei popoli oppure  del lavoro rubato dagli altri) con un' Opposizione incapace di creare una vera alternativa.

 Anche le parole, in un altro dei brani letti, di Kurt Tucholsky, scrittore e giornalista tedesco, i cui  libri furono banditi e bruciati pubblicamente dai Nazisti nel 1933, hanno fatto respirare “un certo sentimento di insicurezza nei confronti della irreversibilità della democrazia rappresentativa”.

Non resta che leggere “Sindrome 1933” e riflettere sui dati storici che ci offre.