venerdì 7 settembre 2018

FRAMMENTI s.p.A. di Ishtar Baabél (2015)

                                                                                 
                                                                                 







 ACUSTIC/VISUAL/ACUSTIC                             

Felino. Come diceva?
'Passo del gattino'?
ma le pantofole paterne,
vecchie e indurite,
scricchiolano.
Ritmiche.
crick, crick, crack.
Silenzio!
crick, crick, crack.
silenzio e ritorno.
Ah, la vita è bella!
Sono libero!
e gliel'ho fatta un'altra volta!



IL TRILLO                                                                   

un trillo.
se non si risponde
vuol dire che non c'è stato,
o magari lei non l'ha sentito.
o magari penserà
di averlo immaginato
e si vergognerà
di chiedere "chi è?"

lei intanto cerca sul web
la parola PSICOSI
e i suoi segnali.


mercoledì 5 settembre 2018

CUORE CORAZZA di Mario Benedetti


CORAZÓN CORAZA
 Porque te tengo y no
porque te pienso
porque la noche está de ojos abiertos
porque la noche pasa y digo amor
porque has venido a recoger tu imagen
y eres mejor que todas tus imágenes
[...]
CUORE CORAZZA

Perché ti ho e non ti ho
perché ti penso
perché la notte è qui ad occhi aperti
perché la notte passa e dico amore
perché sei qui a riprendere la tua immagine
e tu sei meglio di tutte le tue immagini
perché sei bella dai piedi fino all’anima
perché sei buona dall’anima fino a me
perché dolce ti nascondi nell’orgoglio
piccola e dolce
cuore corazza
perché sei mia
perché non sei mia
perché ti guardo e muoio
e peggio ancora muoio
se non ti guardo amore
se non ti guardo
perché tu esisti sempre ovunque
ma esisti meglio dove io ti voglio
e la tua bocca è sangue
e senti freddo
io devo amarti amore
ti devo amare
anche se la ferita fa male per due
anche se ti cerco e non ti trovo
e anche se
la notte passa e io ti ho
e non ti ho.
Mario Benedetti (1920-2009)
(Traduzione di Martha Canfield)


Mario Benedetti, Cuore corazza (Noción de Patria / 1962-1963)

.caricato su you tube da Ad alta voce/En voz alta

Rentrée, settembre 2018




venerdì 6 luglio 2018

SULLA PERCEZIONE DELLO STIRARE di Gogo

Appunti del 14/04/2018

. Mi ha molto colpito l'immagine della donna che stira tra i caravan post-terremoto del Belice(1968) e indicata dal commentatore del vecchio documentario televisivo come indicativa di un ritorno alla normalita'.
. D'altronde anche una famosa canzone degli anni ottanta diceva:" Fammi abbracciare una donna che stira...". Ovvero, dopo il terremoto del '68 e, forse ancora di piu', quello del femminismo di qualche anno dopo, si sogna un ritorno alla normalita', sia pure mascherata da un falso edonismo liberatorio.
. Lo penso mentre stiro un paio di camicie per mio marito (che non me lo ha chiesto). Ho sempre odiato farlo, non provo la soddisfazione di vedere tutto in ordine(vefo mia madre). Lo faccio perche' qualche volta si deve fare, come spazzare, per esempio, etc. Lo faccio come gentilezza verso una persona che divide con me la normalita' della vita di tutti i giorni.
. Tuttavia mi inquieta il fatto che la compagna dell'onorevole Salvini(oggi Vice Premier e Ministro degli Interni), all'indomani della vittoria del compagno si faccia fotografare mentre gli sta stirando una camicia( a lui, il Salvini, che di solito indossa la felpa).
. Dunque, per riassumere: lo stirare da parte di una donna sottolinea un ritorno alla normalita'. Ne viene che la 'normalita'' e' collegata a un cattivo uso di tempo libero e ad un aumento dello spreco di energia elettrica.
O no?

mercoledì 4 luglio 2018

PIANO TATTICO di Emilio Smunti (2018)




Piano tattico

“tu hai bisogno essenziale di uno zar
e l’Europa
può davvero                               Dio denaro
accontentarti”
ti diranno a denti stretti che il piano tattico è passato
di moda da tempo
ti rideranno dietro, stratega
                                                 ragionevolmente
ma questo ed altro per dire STOP
non c’è più posto per tutto                il troppo                          che ho visto


la guerra sempre altrove ma grondante
da ogni angolo di strada quotidiana
i pianti ondosi sfranti in alto mare
riecheggiare confusi sullo sfondo
-TU solo a braccare sfrenato, occhi chini di sangue senza posa, entrate destinate a non durare-
il veleno serpeggiare
sotterraneo persistente
la colpa impotente eppure pungolo
sottopelle

“devi capire che la coscienza
è roba per vecchi avvizziti sotto sale”
ma ci sei dentro; da sempre vuoi tradire l’intelletto sospendere il giudizio lasciarti trascinare a marciare marcire gridare intonare antichi cori consumare ancora una volta vecchi testi stantii striscioni consunti a perdere sociale
con stile.

Del resto non c’è verso
di sanare il tuo bilancio.

Emilio Smunti,2018