domenica 1 febbraio 2015

EMILIO SMUNTI, "Canto d’ultimo laureato errante in città" (2015)

Canto d’ultimo laureato errante in città 


Il tanfo da sbratto del guano di storno
-prototipico d’un giorno di pioggia-
ti attanaglia la gola
ti occlude il respiro
mentre avanzi a tentoni nel pantano noto
tuo iracheno
di materna città .

L’agonia glicemica
del traffico a fatica
ti accompagna complice
affiancandoti il cammino
cullandoti molle
di ritmo ancestrale.


Procedi a programma cappuccio calato
percorsi già noti
però vuoti
-il ventre ha sgravato
di feti dispersi-
tu solo a guadare
rigagnoli stagnanti
di mota calda
immota
che ti avvolge ti culla ti incanta
ti rivolge violenta sul fondo;
viottoli dolci
battuti a sei, venti, dodici..
che non riconosci.
Ormai corri perché
non uno è rimasto
la strada ti è estranea
cercare riparo
la pioggia già fitta
fuggire lontano
però la palude…
non sai dove sei.

Soltanto il fluo accecante
ad accendersi d’angolo
di ombrelli abusivi da giorno di pioggia
ti ricorda che sei

nello stesso medesimo luogo di allora.

(Emilio Smunti,2015)