sabato 22 ottobre 2016

LE QUATTRO VITTORIE DI AVAAZ

"Avaaz continua ad essere una grande fonte di speranza: ci sono state 4 bellissime vittorie solo nelle ultime settimane!"

 L’accordo globale per proteggere il 30% degli oceani!

 grazie a un milione di sostenitori, il sostegno a Palau e il dialogo con molti paesi AVAAZ si è imposta nelle trattative contro l'opposizione guidata dal Giappone conquistando  l'89% dei voti a favore! 

La fine del re della corruzione in Brasile

il Presidente della Camera dei Deputati Eduardo Cunha è stato costretto a dimettersi, poi gli hanno vietato di candidarsi per otto anni, e alla fine è stato arrestato! Sebbene super potente, grazie a 1 milione e 300 mila sostenitori, AVAAZ ha chiesto che il Comitato Etico nazionale votasse le sue dimissioni. E quando i suoi alleati hanno minacciato di bloccare il voto, hanno portato la loro petizione direttamente alla Camera, tempestando gli indecisi di telefonate e messaggi, anche sui social network, e raggiungendo così la vittoria.

Come abbiamo creato la più grande area protetta sulla Terra di sempre

 Un milione di Avaazianii ha firmato una petizione e in migliaia hanno inviato messaggi in sostegno del progetto del Presidente Obama di creare una riserva marina *gigante* alle Hawaii,. Per influenzare ancora di più la sua decisione, in molti si sono presentati alle riunioni chiave, organizzato insieme a dei bambini delle colorate manifestazioni di protesta che hanno attirato la stampa, e hanno lavorato per rimuovere gli ostacoli sul cammino di Obama. Pochi giorni dopo, il presidente USA ha firmato e creato la riserva. 

Adiós, Monsanto!

"La Monsanto si era assicurata i permessi per costruire un'enorme fabbrica in Argentina, ma le comunità locali hanno deciso di opporsi, così abbiamo unito le forze. Assieme, siamo andati porta a porta, abbiamo dimostrato con dei sondaggi l'altissima ostilità al progetto, contribuito a eleggere un consiglio comunale contrario, affrontato Monsanto in tribunale, e amplificato il movimento locale tramite un milione di voci in tutto il mondo. E alla fine Monsanto è stata costretta ad abbandonare il progetto. "

lunedì 17 ottobre 2016

I VICERÉ di Federico De Roberto

I VICERÉ ( 1894)

Quel “piacere artistico tra le scapole” di cui parla Nabokov  a proposito di  Casa Desolata di Ch.Dickens, nelle sue Lezioni di letteratura[1], l’ho provato qualche tempo fa leggendo I Viceré di De Roberto(1861-1926). Ho sentito quel fremito lì dietro, in alto sulla schiena. Chiaro e ineludibile. Tanto che, quando ho finito il libro, ne ho provato una sorta di dolore, di sofferenza da astinenza che non mi permetteva di leggere altro. Avevo divorato tutte quelle pagine, come ai tempi delle letture bulimiche adolescenziali. Proprio io che non amo i romanzoni. Eppure l’avevo cominciato quasi per dovere, certa di trovarmi davanti a qualcosa di vecchiotto, un soprammobile di famiglia tenuto in salotto, bello ma importante soprattutto per parlarci sopra, e d’altro. E mentre lo leggevo mi chiedevo quali dovevano essere state le letture del giovane De Roberto traduttore infaticabile dal francese e più tardi bibliotecario a Catania, dopo la delusione  per la tiepida accoglienza dei suoi scritti  e dopo il ritorno a casa accanto alla vecchia madre che accudirà fino alla fine. In quei momenti di solitudine, con tutti quei libri intorno a sé, quali erano le pagine che l’avevano colpito di più e sulle quali tornava più spesso? Gli indimenticabili personaggi de I Vicerè - un nodo ripugnante di personaggi in cui neanche i puri o gli idealisti si salvano- sembrano echeggiare molti vecchi amici di letteratura. Penso al Babbeo, un condensato di Bouvard&Pecuchet estremista; all’infelice contessa Matilde che ricorda le atmosfere di Una vita di Maupassant; a don Eugenio Uzeda dalla lingua più che infiorettata e parente povero alla maniera del dickensiano Twemlow de Il nostro comune amico, ma decisamente meno mite; a donna Ferdinanda balzacchiana  e alle sue maligne storpiature posh dei cognomi dei borghesucci o dei nobili meno nobili degli Uzeda con cui entra sdegnosamente in contatto (ancora Dickens e le variazioni irriverenti del cognome Boffin da parte della sorella minore di Bella nel romanzo appena citato); a don Blasco e al fratello domenicano (Stendhal?); o al sapore shakespeariano della presunta uccisione della prima moglie da parte del principe suo marito, divenuta certezza nel figlio Consalvo – un Amleto falsamente “rottamatore” e corrotto come tutti quelli che lo hanno preceduto. E il gioco potrebbe continuare.


 I Viceré, Federico De Roberto, 1990 Giulio Einaudi, Torino
Scritti introd. di Luigi Baldacci e Leonardo Sciascia
Ebook ISBN 9788858418192


(isabnic 2016)


[1] V.Nabokov, Lezioni di letteratura, a cura di Fredson Bowers, trad.di Ettore capriolo, Garzanti, Milano 1982.

venerdì 7 ottobre 2016

EMILIO SMUNTI, on the road again!

Stay alert! Ecco di Emilio Smunti, flaneur e osservatore di realtà liminali, due nuove poesie:


CROLLO DI IMPERO

Sopravvissuti
                               -quasi-
intatti alla notte
le occhiaie di nero
sentirsi davvero
da crollo di impero:
l’acre nell’aria a occludere crudele
le vie respiratorie
diaframma freddato
le fiamme a fanfara procedere ostinate
divampate impietose d’ogni punto cardinale
il tremare a tradimento della terra
la ferita roboante a sventrare fondamenta
lo sgomento delle viscere in fermento del suolo
e le armate dei barbari a corrompere il confine
lo spurgo straniero a singhiozzo d’eterna terza guerra mondiale
li vedi rincasare
ultima corsa unica donna
bianca
nella calca meticcia direzione riposo Prenestina
la circolare carica di rughe stanche fibre spossate tessuti neurali svuotati

di fine giornata lavorativa.

E. S. (2016)


CONSOLARE                                                              
         
Camminare per ore di via consolare
TUA             quotidiana consolazione
propulsivo procedere in preghiera
muso a terra mente attiva
di arterie a raggiera
stanotte Prenestina
9 km di Nomentana la tua mattina
sempre dritto di strada maestra
non puoi sbagliare
onorare
ogni crepa più lurida del terreno che senti di amare
imbruttire a brandelli ogni sguardo che intercetti
per errore
polpaccio tallone la leva vitale
la frequenza cardiaca che sale
il calore cinetico tuo unico abbraccio
Procrastinare
la prospettiva atroce minacciosa


di rincasare.

E.S. (2016)