martedì 17 maggio 2016

PERDITE (2016) di isabnic

4.  PERDITE


La Bassetta Incattivita era quella meno amata da tutti i condomini per i  modi spesso aggressivi che aveva mostrato negli ultimi tempi e per quel suo chiamarsi fuori, quasi rabbioso,  dalla piccola comunità di inquilini, vecchi e nuovi,  del Palazzo sul Viale.
Il vero nome della Bassetta Incattivita era  Meriah, e in realtà era proprio una vittima designata dalla vita. Era la più piccola in famiglia e i genitori severi avevano accentuato la sua natura tranquilla e riflessiva e ne avevano fatto una giovane donna remissiva e ubbidiente. Pronta, dunque, per un buon matrimonio con l’amico di vecchia data dei due fratelli maggiori. Dopo i festeggiamenti di prammatica e l’allestimento della nuova casa, si era trasferita con il neo marito in quel quartiere che negli anni del boom economico cominciava ad ospitare famiglie benestanti. Aveva, poi, insegnato coscienziosamente in una scuola a poche fermate d’autobus da lì, senza suscitare troppi entusiasmi tra gli studenti, e senza stringere grandi amicizie con i colleghi. La sua vita era concentrata sulle cure da prestare alla figlia, timida e timorosa come lei, e di salute cagionevole, e al marito, primo e unico uomo della sua vita. Meriah, che in famiglia chiamavano Miriam, non era una bellezza, ma aveva tratti fini, un sorriso a volte enigmatico e bellissime mani bianche e dalle dita affusolate che il marito aveva, in occasione di uno degli ultimi anniversari di matrimonio,  ornato di una preziosa fascia in oro bianco con un brillante di discreta caratura. Non era certo l’unico gioiello di cui le aveva fatto dono negli anni, ma questo, sia per importanza che per significato, l’aveva particolarmente gratificata e riempita di orgoglio. Questi doni le facevano compagnia durante i periodi di assenza del marito per motivi di lavoro, soprattutto dopo la morte prematura della figlioletta. Meriah- Miriam ormai guardava con vera preoccupazione soltanto ai rari inviti ai ricevimenti pomeridiani o serali nelle hall di grandi alberghi al centro della città, dove era costretta ad accompagnare il marito lì presente per il marketing aziendale. Aveva capito, però, che in quelle occasioni  non le era richiesto di parlare, di dir nulla di particolare, se non sorridere – e il suo sorriso riusciva ogni volta a disorientare gli eventuali interlocutori, che si allontanavano rinunciando a intrattenerla. A scuola, dove lavorava, si erano meravigliati tutti quando  quell’anno a settembre non si era presentata puntuale al Collegio dei Docenti d’inizio anno.  Il Preside aveva comunicato che la Prof… aveva, durante l’estate, perso il marito improvvisamente e che avrebbe ripreso il servizio soltanto dopo un paio di mesi. Si venne poi a sapere che in realtà il marito della Bassetta era stato trovato morto in una città straniera,  dove lei era dovuta andare a riconoscere il corpo e che infine,  stravolta dagli accadimenti,  era stata colpita da un terribile esaurimento nervoso.
Anche quella volta i condomini avevano commentato per giorni quella storia da programma televisivo su persone scomparse che era stata la morte del dott. Vizzini, marito della Bassetta Incattivita. Al ritorno a casa della donna dopo la disgrazia era risuonato a lungo il suo pianto su e giù per le scale del palazzo e qualcuno aveva anche accennato a una storia di reiterati tradimenti da parte del marito, temuti e sospettati da Meriah al tempo delle frequenti visite del consorte alla vicina signorina Boncini in cerca di consigli per la vendita di un qualche gioiello di famiglia e  poi confermati senza ombra di dubbio alla morte dell’uomo avvenuta ad Atene in circostanze molto particolari. Una storia, insomma, di infelicità quotidiana che Meriah  aveva sublimato attraverso una perfetta gestione dell’appartamento, della famiglia e del decoro personale,  e culminata in un dramma inaspettato.

Un giorno, una perdita d’acqua spinse a salire su da lei la Pittrice Argentina che.... (continua) 


"PERDITE", da Quelli vivi e quelli morti di isabnic