lunedì 12 maggio 2014

CRONACHE DALLA CAMPAGNA di isabnic

1.     
1.   Il risveglio

“Bel tempo su tutte le regioni con cieli diffusamente sereni o velati; possibili nubi basse o nebbie marittime al mattino sulle isole. Temperature in rialzo, massime tra 20° e 25°.”
La televisione, lasciata accesa negligentemente dopo l’ultimo controllo dell’andamento della borsa su Televideo, ancora gracchia soddisfatta le profezie del meteo alle spalle di Germano. Fuori la primavera finalmente prova a dar segnali consistenti prima del suo definitivo e tardivo trionfo. E’ maggio, tempo di mare in anni passati. Germano finisce di bere il tè e richiude il barattolo di marmellata. L’ultimo di more. Stavolta la signora Tecla ha superato sé stessa. Perfetta, zucchero e consistenza proprio come piacciono a lui.
‘Ora  mi vesto e poi mi metto a leggere. Fuori in giardino, vicino al lillà.’
Non è un gran giardino e forse sente ancora la mancanza della cura maniacale della madre di Germano, ma gli alberi di mela cotogna e i due peschi, la panchina di pietra serena consumata sotto il ciliegio, le due aiuole con gli iris azzurri, limitate da mattoncini, proprio lì davanti alla casa e al pergolato, con la pioggerellina violetta del glicine che protegge i commensali –quando ce ne sono- seduti al lungo tavolo di legno o fa compagnia alla scrittura o alla lettura di Germano, creano – e lo hanno sempre fatto per lui- una sorta di benefico microclima dell’anima.
 Tardi, in mattinata, arriverà Michele dalla città. In treno. Germano ama andarlo a prendere alla stazione, camminare lungo il  marciapiede del binario e osservare la gente in partenza o i pochi in attesa come lui di qualcuno in arrivo. Gli stranieri con gli occhi chiari che aspettano di partire sembrano appena lavati di fresco, ma con gli abiti tutti spiegazzati. Gli altri sono più immusoniti, distratti. Pochi fumano. Il giornale lo lasciano per dopo.

Ma quello che Germano ama di più è veder scendere Michele dal predellino del vagone. Le gambe lunghe, gli occhi che sembrano chiedere scusa dietro gli occhiali mentre lo cercano tra la gente, la mano magra che accenna un saluto e un sorriso timido da bimbo. Si conoscono ormai da tanto, ma è sempre stato così. (isabnic2014)