mercoledì 14 maggio 2014

CRONACHE DALLA CAMPAGNA (2) di isabnic

1.      2.  La visita di controllo

Era stata di Germano l’idea di fare lì in campagna da lui quel piccolo intervento che lo teneva in ansia da almeno un anno e Michele aveva accettato. Negli ospedali di provincia, si sa, si respira un’aria più umana e poi, a sentir la signora Tecla, il chirurgo che avrebbe dovuto operarlo, il Prof.X, che veniva da Terni ma da anni operava a Città della Pena, era un vero luminare. E poi c’era Germano che aveva  offerto di ospitarlo per tutto il periodo pre e post- operatorio oltre alle sue affettuose attenzioni. Come avrebbe potuto rifiutare?
Ora il peggio e l’abbattimento dei primi giorni è passato, Michele deve solo seguire fedelmente le prescrizioni dei medici. La campagna, l’amico e il buon cibo stanno già facendo il resto e lo aiutano a riprendersi velocemente. E quel colorito cittadino, forse aiutato da una lampada o da qualche crema, sta diventando sempre più naturale.
Oggi è il giorno della visita di controllo. Dal finestrino dell’auto passano veloci le immagini di colli dolcemente coperti da un verde brillante,  qualche  bel cespuglio profumato di lillà in fiore, i campi squadrati di fiori gialli di colza, mentre al di là del guard rail, appena afferrati dalla coda dell’occhio, gli alberi di sambuco con i loro grappoli bianchi e dolciastri corrono via veloci affiancati dagli alberi di Giuda con i loro di fiori grondanti di sangue. La strada si snoda sul crinale e già in lontananza s’intravedono le torri e il palazzo in mattoni rosso scuro di Città della Pena. Il piccolo ospedale all’ingresso dell’abitato è stretto dal cerchio di lamiera delle auto parcheggiate compatte lì intorno.
 -Non sono ancora le 10, Michele. Aspettami nella sala d’attesa del primo piano. Ti raggiungo lì.- Germano lascia l’auto puntigliosamente allineata sotto gli alberini ancora teneri del piazzale lì davanti. ‘Me la prendo comoda, tanto ogni volta si deve aspettare mezz’ora’.
 I tre padiglioni fervono di attività e gruppetti di persone entrano ed escono chiacchierando coi vicini, tutti con  borse, bottiglie di minerale e fogli incellofanati, tenuti stretti sotto il braccio.

Michele si avvia. ‘Sempre così. Deve essere un rituale segreto quello dell’abbandono e della chiusura dell’auto per Germano. Comunque è davvero caro a coccolarmi in questo modo. Lui lo sa che ho paura ogni volta prima delle visite. Anche di quelle rapide di controllo.’


(isabnic2014)