martedì 25 settembre 2012

MANIPOLO (1) di Emilio Smunti


Non c'era verso di tirarsi indietro, a quel punto: oramai stava andando, questione di minuti. I capelli, del resto, non chiedevano altro: lisci e lucidi, eran venuti fuori alla perfezione, e parevano sorriderle di brillante; la frangia bombata e morbida, le ciocche fluenti da dietro le orecchie. Gli occhi erano troppo grossi e gonfi, alle solite, ma per quello c'era poco da fare; il naso troppo imponente, le sopracciglia ostinatamente orizzontali, la bocca screpolata, alle solite, 'cidenti. Ma ormai era troppo tardi, doveva andare -era deciso, l'aveva deciso- benché di prontezza non ve ne fosse ancora: non era una buona idea, aveva pur sempre una sorta di -sì- reputazione, e gli altri non avrebbero tollerato, neppure lei lo avrebbe, lei aveva da sempre odiato quel genere di cose, disprezzato, di disprezzo aguzzo, era evidente, non doveva andare, doveva restare, la bocca era screpolata del resto, i capelli non così perfetti poi, il naso troppo lungo... Era in strada.
Aveva la borsa a tracolla, tenuta stretta quasi a protezione. Lo sguardo a terra, regolare. Lo alzava  solo di rado, giusto per controllare l'andamento del tragitto ed eventualmente intercettare di nero qualche sguardo da passante. In strada si sentiva in preda a disagio costante, puntuto -oh Dio Disagio, oh Nume onnipresente- quasi fosse braccata. Le scarpe alte le aveva nella borsa, poteva avanzare spedita. Arrivare il prima possibile, arrivare e diventare altro, quello l'obiettivo.
Non che fosse uno schianto -ne era consapevole- ma tutta la sera precedente l'aveva passata allo specchio e di facce ammiccanti da distribuire in sede ne aveva a palate. Ne avrebbe sfoderate a decine, a ventine: era preparata. Sapeva anche che il seno sinistro era più grande: ne avrebbe tenuto conto. Per non parlare delle mani: si era esercitata a disporle con cura ovunque, distribuendo le dita impeccabilmente. Conosceva anche il trucco delle calze sovrapposte: ne indossava due -pochi denari, claro- di modo che la gamba sarebbe risultata di certo più sottile. L'olio di ricino sulle ciglia: immancabile. Il getto d'acqua fredda su cosce e altri annessi: fatto. L'olio di mandorle sulla pelle e il burro caldo lì sotto gli occhi: done. Voleva entrare nella parte, con precisione, per una volta anche lei, benché..

(Emilio Smunti, 2011)
-CONTINUA-