domenica 17 giugno 2012

da SAFECRASH: Promises are promises/Ogni promessa è debito


Mi ha aperto. Così, ingenuamente. Pensa ancora che potremmo parlarne. Io non voglio sentire nulla, non voglio più sentirmi rivoltar lo stomaco. Appena dentro, lei si volta per farmi strada. 
  - Andiamo a sederci da qualche parte, dice e io l’assalgo alle spalle come ho già immaginato in tanti sogni durante tutto questo inverno. Non se lo aspetta e così stringo il cordino che ho messo lestamente intorno al suo collo. E’ incredibilmente forte, si ribella;   rotea quegli occhi di cui tra breve farò scempio. Annaspa, cade e mi tira a terra con lei. Avvinghiate, come amanti.
   Il pavimento della cucina è freddo, ma un sudario di sudore ci avvolge; stringo ancora e sento che sta resistendo sempre meno.
     Ormai è solo un rantolo. Ancora ho la forza di alzarmi. Tremo, ma il batticarne sul tavolo può aiutarmi a finirla. Anche strapparle gli occhi non è facile, e anche piuttosto rivoltante.
     Lo svuotamele. Ecco cosa ci vuole. Non è difficile trovarlo: è sempre stata una maniaca del buon mangiare e nella sua cucina non manca nulla. Tutto in perfetto ordine.
     Poi, le vomiterò in bocca. Aprire lo sterno per estrarne il cuore sarà difficile e faticoso ma tra quei coltelli affilati messi in fila sul ripiano ce ne sarà pure uno adatto. Ecco. 
     Sudo, sono lorda di sangue e gonfia di schifo, ma il più è fatto.
Tolgo il cuore -che darò al gatto del giardino, qui sotto- e al suo posto metterò il cellulare che sono riuscita a sottrargli prima di uscire da casa.
    Mi scopriranno. Sono sporca, ho fatto rumore, lasciato impronte. In tanti mi hanno vista arrivare e mi vedranno uscire. Non passerò inosservata. Più di un amico sa che desideravo farlo.
Non importa. giusto il tempo di passare al mercato e prendere da Angelina-lacontadina le zucchine del suo orto, quelle che mi ha messo da parte. Gliel'ho promesso.  (isabnic2007)